Dylan Farrow: "Woody Allen mi ha stuprata quando avevo sette anni"

Le accuse della figliastra del regista in una lettera aperta al New York Post

Woody Allen con la moglie e figlia adottiva Soon-Yi Previn – Credits: Gettyimages

Barbara Pepi

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"Quando avevo 7 anni il mio patrigno, Woody Allen, mi portò in una stanza, mi disse di stendermi e poi abusò sessualmente di me". Con una lettera aperta al New York Times  Dylan Farrow, figlia di Mia Farrow, ribadisce la sua verità: Woody Allen, all'età di sette anni, l'avrebbe stuprata.

"Il mio patrigno, Woody Allen - scrive la ragazza che oggi ha 27 anni - mi prese per mano, mi portò in una stanza, mi disse di stendermi e di giocare con il trenino di mio fratello. Poi abusò sessualmente di me, sussurandomi che ero una brava ragazza, che era il nostro segreto, promettendomi che sarei andata con lui a Parigi e sarei stata una star nei suoi film. Ricordo che fissai quel trenino girare in tondo lì in soffitta, e ancora oggi mi viene difficile guardare i trenini".

Non è la prima volta che questa accusa viene mossa ai danni del regista. Già nel 1992 Dylan, supportata dalla madre Mia, aveva denunciato l'episodio, ma Allen aveva rispedito al mittente le accuse. La Farrow, a lungo ha condotto una dura battaglia legale contro il suo ex uomo, ma mai è stato possibile provare quanto dichiarato dalla ragazza.

Nella lettera spiega che lo stupro in soffitta è stato l'apice raggiunto dopo un periodo infinito di coccole, palpatine, sussurri e atteggiamenti ambigui che si ripetevano di continuo. "Quelle cose - scrive ancora Dylan - succedevano così spesso, così di routine, così abilmente nascoste a una madre che mi avrebbe protetta, che ho pensato che fossero normali. Ho pensato che questo era il modo i cui i padri stavano con loro figlie. Ma quello che ha mi fatto in soffitta era diverso. Non riuscivo più a tenere il segreto".

E' così, racconta la giovane, che ne ha parlato con sua madre. Le ha chiesto se anche suo padre faceva lo stesso con lei e a Mia Farrow è crollato il mondo addosso. Da quel momento è iniziato un pellegrinaggio tra medici, avvocati, tribunali, testimonianze, ma invano.

"Allen - scrive la ragazza - è la prova vivente del modo in cui la nostra società non riesce a difendere le vittime della violenza sessuale".

Già un paio di settimane fa si era parlato della presunta violenza durante i Golden Globe. Il regista, in quell'occasione, era stato insignito di un prestigioso premio alla carriera ritirato dall'amica ed ex amante Diane Keaton. Proprio mentre l'attrice lodava l'operato di Woody Allen via Twitter il fratello di Dylan, Ronan aveva espresso un commento amaro citando la sospetta pedofilia del patrigno: "Mi sono perso il tributo a Woody Allen: hanno messo prima o dopo la proiezione di Io e Annie la parte in cui una donna ha pubblicamente confermato che l'ha molestata quando aveva sette anni?"

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