Buongiorno Mrs. Obama!

Lo scenografo marchigiano Dante Ferretti a Washington su invito della “first lady” Michelle

Getty Images Entertainment/Mireya Acierto

Monica Solari

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Tre oscar, una retrospettiva al "Moma" di New York appena inaugurata, tante collaborazioni con i più grandi registi del passato e del presente, da Fellini a Zeffirelli, da Martin Scorsese a Brian De Palma: per coronare il successo dello scenografo Dante Ferretti mancava solo una chiamata dalla Casa Bianca.

“Non mi hanno telefonato, ma mi hanno invitato tramite un amico produttore”.

Dante Ferretti, su richiesta di Michelle Obama, sarà a Washington mercoledì 16 ottobre per una “masterclass” sul cinema davanti ad un selezionato gruppo di studenti della “settima arte”

“Mi è arrivata una email da Harvey Weinstein, un produttore mio amico con cui ho lavorato tanto. Allegato c’era l’invito della moglie del Presidente americano a tenere un incontro da lei curato con gli studenti. La mia risposta è stata immediata e anche scontata: “certo che si!”.

Preoccupato?

“Solo del possibile tornado che potrebbe investire la zona di Washington proprio quando arrivo io. Per il resto, penso che me la caverò”.

Come potrebbe non cavarsela un artista ormai abituato a ricevere Oscar?

“Ma io sono un timido! Lo sono sempre stato. E se questo non si vede sul palco degli Accademy Awards è perché in non mi accorgo mai bene di cosa stia succedendo veramente. Va tutto troppo in fretta; si leggono le nomination, ti balza in cuore in gola quando dicono il tuo nome e già devi correre sul palco senza avere la possibilità di riprenderti un attimo. Poi stai lì in piedi davanti a tutti, leggendo qualche cosa e pure male, finchè non ti prendono letteralmente di peso e ti portando giù dal palco. Quando riesci a fare un minimo di chiarezza con te stesso sei già tornato al tuo posto e pensi solo “Meno Male, è andata”.

Ha già scelto l’abito con cui varcherà le soglie della “White House”?

“No, ma so già che metterò qualcosa di molto scuro perché mi fa sembrare più magro. Certo, sarebbe fantastico indossare un vestito trasparente, non nel senso che vorrei andare nudo, ma un vestito fatto come il mantello di Harry Potter che rende invisibile il corpo mentre rimangono fuori la testa e le mani. Anzi, solo gli occhi e le orecchie, da cui non si vede se uno è abbondante o meno. Che immagine inquietante”.

Ha ripassato il galateo presidenziale?

“Sto aspettando che il cerimoniale della Presidenza degli Stati Uniti mi spedisca via email tutte le regole di buona creanza necessarie per presentarsi davanti signora Obama. Poi me le stamperò bene in mente per non fare gaffe davanti a tutti”.

Le sarà molto utile sua moglie, donna elegante e di gran classe oltre che sua compagna di Oscar.

“La mia signora, Francesca Lo Schiavo, non viene perché è impegnata. Da agosto abbiamo un lavoro importante a Londra con Kennet Branagh; la versione ottocentesca di Cenerentola con Helena Bonham Carter e Cate Blanchett. Se uno manca, l’altro ci deve essere per forza. Quindi partirò in solitudine per Washington, tornado permettendo”.

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