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Le 10 cose da non fare e non dire a Natale e Capodanno

Ecco come evitare gaffes imbarazzanti a Natale e Capodanno

Ecco cosa non dire o non fare per non rovinare e rovinarsi pranzi e cene di Natale e Capodanno Thinkstock.it

Arrivano puntuali, attesi o odiati: sono i pranzi in famiglia, ma anche le cene di Natale con i colleghi, gli amici della scuola o della palestra dei figli e chi più ne ha più ne metta. Ore passate a tavola quando, tra un'abbuffata e l'altra, ci si trova a far domande al altissimi rischio di gaffes: "Quando vi sposate?", "Quando fai un figlio?", "Come stai bene, ti trovo in forma perfetta!". Ecco alcune delle frasi (ma anche dei gesti) che andrebbero assolutamente evitati.

Quando vi sposate? Thinkstock.it

Il più classico dei classici tra i tormentoni in occasione delle riunioni familiari è la fatidica domanda: "Quando vi sposate?" anche declinata al singolare per la cugina single incallita ormai verso la quarantina ("Cosa aspetti a sposarti?"). Al secondo posto, però, c'è anche un altro must, ovvero: "Quando fate un bambino?". Inutile dire che toccare argomenti così delicati comporta il rischio di gaffes assicurate!

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Offrire da bere alla persona sbagliata, ecco un'altro gesto da evitare con cura. Pranzi e cene durante le festività si concludono sempre con un bel brindisi, ma offrire un calice a chi è astemio o, peggio ancora insistere magari sostenendo che "un bel bicchiere di vino o spumante non ha mai ucciso nessuno", sono frasi davvero da bandire. Certo, c'è anche chi invece rifiuta di bere, mettendo in imbarazzo chi lo fa, semplicemente con parole come: "No, grazie, non bevo alcolici, fanno male e possono distruggere le famiglie".

Regali da "cestinare" Thinkstock.it

Dalle parole ai gesti: è buona regola presentarsi ad una cena portando qualcosa, dalla classica bottiglia di vino ad un regalo per i padroni di casa. La scelta, però, va fatta con un po' di cura, altrimenti sarà molto alto il rischio di regalare qualcosa di orribile o inadatto (o riciclato), che farà inevitabilmente una brutta fine: meglio, piuttosto, a mani vuote!

Perché non mangi? Thinkstock.it

"Perché non mangi?" Ecco un'altra domanda da evitare, anche e soprattutto per ciò che può sottintendere: "Forse non ti piace quello che ho cucinato?" o "Forse sei un po' troppo schizzinosa/o?".

Le ricette della nonna Thinkstock.it

C'è poi anche il classico "scivolone" di chi si lancia in imprese epocali, come quella di cucinare rispolverando il libro di ricette della nonna, dai gusti (e dagli effetti) piuttosto pesanti: meglio forse puntare su qualcosa di più semplice da preparare e che permetta di...arrivare a fine serata senza cadere in letargo post digestione!

Carne ai vegetariani Thinkstock.it

Ecco un'altra gaffe: preparare un bel menù a base di carne, quando tra gli invitati ci sono vegetariani. E' sempre buona norma informarsi non solo sui gusti, ma soprattutto su eventuali intolleranze o allergie dei propri commensali, per evitare di mettere in imbarazzo loro o di doverli guardare tutta la sera mentre..soffrono la fame!

Complimenti ipocriti Thinkstock.it

Ecco un altro classico: i complimenti sdolcinati, ma assolutamente falsi. Frasi come "Ma come ti trovo bene!", "Sei meravigliosa, dimostri 20 anni di meno", "Con questo vestitino hai l'aria di una ragazzina", quando quei segni evidenti sul viso e sotto gli occhi non sono frutto di trucco, ma semplicemente rughe e occhiaie: tutto ciò sarebbe assolutamente da evitare. Chi li riceve capisce immediatamente che si tratta di un gesto ipocrita: meglio parlare del tempo meteorologico o limitarsi ad una forma di cortesia più "sobria".

Apprezzamenti sul cibo Thinkstock.it

Gli apprezzamenti sul cibo sono sempre graditi dalla cuoca, ma vale il discorso appena fatto: se sono eccessivi o se arrivano di fronte ad una portata magari troppo salata, speziata o pepata, o completamente insipida, sono facilmente "smascherabili". Far finta di nulla è di certo preferibile.

Ormai sei grande! Thinkstock.it

Il tempo che passa sembra essere un altro argomento preferito ai pranzi di Natale, specie se in famiglia. In questo caso le classiche domande tipo "Ma quando ti laurei?", "Ma cosa aspetti a lasciare la casa di mamma e papà" o simili arrivano soprattutto da nonni e zii un po' troppo loquaci. Meglio dirottare i discorsi su altri argomenti che creino meno disagio a tutti.

La Casa Bianca a Washington addobbata per Natale Getty Images

Infine, un altro classico è il pranzo di Natale in una casa nuova, con gli ospiti che si prodigano a commentare la qualità dell'immobile o degli arredi. Se poi si tratta di familiari, è immancabile qualche apprezzamento del tipo "Però forse io avrei scelto un altro genere di mobile" o "Ma forse era meglio dove stavate prima" o ancora "Senza dubbio è molto 'carina' questa casa": frasi che sottintendono una critica neppure troppo velata, specie se si tratta di appartamenti non proprio come la Casa Bianca (nella foto, addobbata per Natale). Meglio lasciar perdere e sedersi a tavola a gustare il pranzo!

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