Salute

Testamento biologico: la sfida lanciata da Dj Fabo

Mentre il giovane sceglie di morire in Svizzera, la discussione e il voto sull'eutanasia sono stati rinviati a marzo

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Chiara Degl'Innocenti

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Per parlare ancora di testamento biologico si riparte da una storia. Quella di DJ Fabo. Un giovane uomo di 39 anni che "bloccato a letto immerso in una notte senza fine", cieco e tetrapregicolo dopo un incidente d'auto scrive e posta video, uno inviato anche al Presidente della Repubblica, per "poter scegliere di morire, senza soffrire". Fabo alla fine ha deciso di morire in Svizzera, in una clinica dove si è fatto accompagnare da Marco Cappato (promotore della campagna Eutanasia legale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni per la libertà di ricerca scientifica) per essere aiutato a morire. Perché "lo Stato obbliga a emigrare" per poterci "liberare da una tortura insopportabile e infinita", sostiene il dj.

In più appelli Fabiano Antoniani, questo il suo vero nome, ha chiesto di non vivere più in quelle condizioni, e proprio per questo da tempo si era rivolto anche all’associazione Luca Coscioni che da anni si batte "per la libertà di ricerca scientifica" e "per i diritti civili dei cittadini in ogni fase della loro vita".

Qui non si tratta di una richiesta di eutanasia (ossia la morte di un malato dovuta, per sua precisa volontà, grazia alla presenza di assistenza medica). Fabo è vivo e comprende bene il suo nuovo stato, la sua seconda vita.

Qui si tratta di rivedere i termini del testamento biologico, ossia della dichiarazione per iscritto della persona sulle eventuali cure o trattamenti medici da seguire, nel caso che, per gravi malattie o incidenti, la stessa non possa decidere in autonomia.

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Così dopo dibattiti e polemiche che hanno diviso il Paese, dopo che sono passati dieci anni dalla morte di Piergiorgio Welby (era il dicembre del 2006) finalmente di eutanasia e testamento biologico non si parla e basta. Forse qualcosa si sta muovendo in materia. Anche se i rinvii sono alle porte.

Il tema, seppur scottante per la politica, è tornato a bussare alla porta del Parlamento il 7 dicembre quando è stato approvato dalla Commissione affari sociali della Camera la proposta di legge proprio sul testamento biologico.

Il testo base, che mette insieme 15 proposte, è stato approvato all’unanimità ma adesso si deve attendere la votazione degli emendamenti fermi in Parlamento.

Questo è il terzo rinvio per l’entrata in aula della legge sul Biotestamento, il cui inizio dei lavori alla Camera era atteso prima a fine gennaio 2017, poi il 20 febbraio, poi il 27, e ora è stato spostato ulteriormente ai primi di marzo. Ma visti i tempi biblici italiani la votazione potrebbe essere rimandata ancora.

"A dieci anni dal caso Welby e a otto anni dal caso Englaro, a tre anni e mezzo dal deposito della nostra legge di iniziativa popolare e dopo mesi di audizioni e lavori in Commissione, nonché dopo che una legislazione sul tema impegna il Parlamento da due legislature, sarebbe una beffa se la Camera dei Deputati decidesse di rinviare la scadenza per la discussione e il voto", aveva spiegato Marco Cappato, promotore della campagna Eutanasia legale e tesoriere dell'Associazione Luca Coscioni.

"Le proposte in campo sono chiare e c'è tutto il tempo per votare i 290 emendamenti e approvare un testo da inviare all'Aula. Vogliamo dire alla Presidente Boldrini e ai Capigruppo parlamentari che rinviare ulteriormente, nel contesto di una legislatura la cui durata è tutt'altro che garantita e dove il passaggio della legge al Senato sarà certamente difficile, equivarrebbe a cedere a chi vuol far saltare il provvedimento anche in questa legislatura. Vicende come quella di Fabo, che si è rivolto a noi per terminare la propria vita e al Presidente Mattarella per chiedere una legge, ci ricordano che i malati non possono aspettare, come ricordava Luca Coscioni. Il Parlamento si assuma la responsabilità di decidere, in un modo o nell'altro, ma un ulteriore rinvio avrebbe conseguenze devastanti per molte, troppe persone" avaveva concluso Cappato prima dell'ultima e ulteriore posticipazione.

Ci sarà davvero il via libera? Marzo è vicino e ad accompagnare la discussione alla Camera della legge sul testamento biologico c'è una storia in più, quella Dj Fabo che chiede di poter decidere della sua vita.

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