Sanità: ultimatum Trump alla Camera, votate oggi o rimane l'Obamacare

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a cura di LABITALIA/ADNKRONOS

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Washington, 24 mar. (AdnKronos Salute) - I leader della Camera dei rappresentanti Usa hanno cancellato ieri il voto previsto sulla proposta di sostituzione dell'Obamacare, ha anticipato una fonte del Gop a 'Politico', senza precisare quando potrebbe essere fissato nuovamente. Il presidente Donald Trump e i repubblicani dell'House Freedom Caucus, i più accaniti oppositori della riforma della sanità varata 7 anni fa, un gruppo di cui fanno parte una trentina di deputati, non sono riusciti a trovare un accordo sul testo del provvedimento. A nulla è servito l'incontro alla Casa Bianca con il presidente che li ha ricevuti. E quindi lo speaker Paul Ryan è stato costretto a sospendere il voto, non potendo permettersi scarti superiori ai 22 deputati.

Ora Trump invia un ultimatum: votate entro oggi la legge per abolire e sostituire l'Obamcare. Se non verrà approvata, il presidente rivolgerà la sua attenzione ad altre priorità e così rimarrà in vigore la riforma sanitaria varata dal suo predecessore.

Spazientito dal rinvio del voto di ieri, arrivato dopo una giornata di negoziati con i repubblicani conservatori che ritengono che la nuova legge mantenga ancora troppo dell'odiato Obamacare, Trump ha inviato il suo messaggio alla Camera attraverso Mick Mulvaney, che ha lasciato il seggio di deputato per diventare direttore dell'Ufficio Bilancio della Casa Bianca.

La mossa, commenta oggi la stampa americana, costituisce un grande azzardo da parte di Trump, che è intenzionato a dimostrare in politica la fama che lui per anni ha vantato di "closer", cioè il negoziatore che chiude anche forzando la mano gli accordi, nel mondo degli affari. Un azzardo che lo trova fianco a fianco con Ryan: "abbiamo promesso agli americani che aboliremo e sostituiremo questa legge sbagliata, e procederemo", ha detto lo speaker. In questo modo Trump e Ryan sperano di ottenere i voti per far approvare l'American Health Care Act, che per tutto ieri non sono riusciti ad avere, costringendo quindi a rinviare il voto. La bocciatura in aula di una proposta di legge del genere costituirebbe infatti una sconfitta imbarazzante sia per il presidente che lo speaker.

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