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Arnaldi, vittoria eroica e quarti al Roland Garros. L’Italia del tennis non è solo Sinner

Arnaldi, vittoria eroica e quarti al Roland Garros. L’Italia del tennis non è solo Sinner

Arnaldi batte Tiafoe dopo più di cinque ore e raggiunge Berrettini e Cobolli ai quarti. L’Italia del tennis è un movimento, non un solo uomo

L’Italia del tennis, nel caso ci fosse ancora bisogno di dimostrarlo, non è Jannik Sinner. O meglio: non è soltanto lui, che rimane comunque la ciliegina sulla torta di un insieme di talenti che le altre nazioni ci invidiano. Sinner è stato eliminato dal Roland Garros – non per ragioni tecniche, ma per un malore che lo ha fermato proprio quando era a due punti dalla vittoria contro Cerundolo -, ma il castello non è crollato. Perché sotto non c’era una sola colonna, ma delle fondamenta estremamente solide.

Matteo Arnaldi ha battuto lo statunitense Frances Tiafoe in cinque set – 7-6, 6-7, 3-6, 7-6, 6-4 – dopo cinque ore e mezza di gioco. Una di quelle partite in cui, a un certo punto, il tennis (che comunque è stato di pregevole qualità) finisce, e comincia qualcos’altro: una battaglia fisica e mentale in cui vince chi è più determinato, chi ha una motivazione in più rispetto all’avversario. Lo ha ammesso Arnaldi stesso, con una semplicità disarmante: «Stavo solo giocando con tutto quello che avevo. Doveva esserci un vincitore e per fortuna sono stato io». Difficile descrivere meglio cosa sia accaduto in campo nella serata parigina di sabato 1 giugno.

Il momento della svolta per Arnaldi

Nel quarto set, Tiafoe era andato sul 4-1 con un doppio break. Sembrava finita, le forze di Matteo apparentemente venivano meno. E invece, l’azzurro ha vinto nove dei successivi tredici game, più un tie-break. Nel quinto set, sul 4-4, ha perfino strappato a zero il servizio dell’americano. Dopo aver sprecato il primo match point con un doppio fallo – un dettaglio umano, dopotutto – ha chiuso alla terza opportunità. «Non so come faccio a stare in piedi qui», ha dichiarato infine, esausto.

Tre italiani ai quarti: un dato storico

Con questa vittoria straordinaria, Arnaldi raggiunge Flavio Cobolli e Matteo Berrettini al turno successivo. Per la prima volta nella storia del tennis, tre italiani sono ai quarti di finale di un torneo del Grande Slam nello stesso anno – e per giunta nel torneo in cui il numero uno azzurro Jannik Sinner è stato fermato da un guaio fisico. Ai quarti, Arnaldi troverà il connazionale Berrettini, in un derby molto particolare che vedrà almeno un italiano in semifinale al Roland Garros. Cobolli, invece, sfiderà la testa di serie numero quattro Felix Auger-Aliassime, avversario sulla carta tutt’altro che semplice.

L’eccellenza del tennis italiano

Un movimento sportivo si misura dalla sua profondità, non dalla sua punta di diamante. Sinner è il fuoriclasse – e speriamo torni più forte che mai – ma l’Italia del tennis funziona perché sotto di lui ci sono ragazzi capaci di reggere cinque ore e mezza a Parigi, di rimontare da 1-4 nel quarto set, di non cedere quando il corpo chiede di fermarsi. Questo non si costruisce in una sola stagione. È il risultato di anni di lavoro silenzioso, sui campi di allenamento e nelle scuole tennistiche, quando l’Italia della racchetta annaspava e un azzurro che entrasse nella top 20 era considerato quasi un miracolo sportivo.

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