Scienza

Caffè e alcolici possono alterare il DNA

Alcol e caffeina agiscono su una porzione di Dna che regola l’invecchiamento cellulare e il progredire dei tumori. La scoperta potrebbe portare allo sviluppo di nuovi farmaci e terapie.

telomeri

– Credits: Getty images

Ci avviciniamo al periodo in cui, tra brindisi, cene e cenoni, può capitare spesso e volentieri di eccedere con alcol e caffè, magari usando il secondo proprio per smaltire gli effetti del primo. E proprio come le due bevande sortiscono reazioni opposte nel nostro organismo (uno ci stordisce, l’atro ci tira su) agiscono anche in modo antitetico sul genoma. 

Lo afferma Martin Kupiec, professore al Dipartimento di biologia molecolare e biotecnologie dell’Università di Tel Aviv in un articolo pubblicato su PLOS Genetics che riporta i risultati di una ricerca condotta assieme a colleghi della Columbia University. Gli studiosi hanno scoperto che la caffeina produce un accorciamento dei telomeri (la parte finale dei cromosomi, composta da ripetizioni di Dna) mentre l’alcol li allunga.

I telomeri permettono di copiare correttamente il Dna durante la duplicazione cellulare, ma ogni volta che il processo ha luogo diventano sempre più corti, fino a causare la morte delle cellule stesse, tranne che per quelle cancerogene (che purtroppo sembrano quindi immortali). Sono dunque responsabili dell’invecchiamento cellulare (e perciò in generale della senescenza di tutto l’organismo) e strettamente legati alle patologie tumorali.

Secondo il premio Nobel per la medicina Elizabeth Blackburn, lo stress emotivo provocherebbe l’accorciamento dei telomeri, poiché genera radicali liberi nelle cellule. I ricercatori guidati da Kuipec hanno allora provato a verificare la teoria della biologa australiana, mettendo una soluzione di radicali liberi in una coltura di funghi formati da un unico tipo di cellula eucariota, microorganismi che noi profani conosciamo semplicemente come lievito e che hanno buona parte del patrimonio genetico in comune con l’uomo. Ma non è successo nulla. Allora hanno sottoposto i lieviti ad altri dodici fattori di stress, tra cui alterazione del pH, temperatura, farmaci e composti chimici. Ancora niente.

Invece, una piccola dose di caffeina, tanto quanto una tazzina di espresso, ha prodotto un accorciamento dei telomeri. E una soluzione al cinque per cento di alcol, paragonabile a una birretta leggera, ne ha provocato l’allungamento.

“Per la prima volta abbiamo identificato un fattore di stress ambientale che può modificare il genoma” afferma Kupiec “e da ciò potremo cominciare a sviluppare farmaci e studiare diete che in futuro aiuteranno forse a prevenire e curare il cancro e altre malattie”. Infatti, analizzando seimila ceppi di cellule di lievito, i ricercatori hanno individuato due geni (chiamati Rap1 e Rif1) che fungono da mediatori tra l’ambiente esterno e la lunghezza dei telomeri e altri quattrocento che intervengono in tale processo, molti dei quali presenti anche nell’uomo. Ulteriori ricerche serviranno a capire meglio tale correlazione e se funziona allo stesso modo anche nel nostro organismo.

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