Chiara Raiola

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Ravenna ama Vittorio Sgarbi. Che travolge il pubblico con la sua lectio magistralis come in ogni tappa di Panorama d’Italia che si rispetti. “Ravenna, Siena, Ferrara vengono prese d’assalto in primavera dagli studenti per vedere i monumenti ed è mortificante per la città. Ravenna è quella che racconta D’Annunzio che l’ha definita città del silenzio. I tempi moderni - scherza Sgarbi - hanno assestato colpi mortali alla città complice anche l’Unesco, un ente inutile. Bisognerebbe usare questo nome a rovescio: scrivere "non è un sito dell’Unesco" ed andarne orgogliosi. Voi siete stretti da queste due tenaglie oltre a quella di Dante e del suo sepolcro”.

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Ironia a tutto tondo

È uno Sgarbi in ottima forma quello che si presenta a Ravenna, con la sua ironia, la sua vena polemica, il suo sarcasmo: “Vi siete scontrati con Matera e avete perso, visto che è diventata Capitale Europea della cultura al posto vostro. Venezia è peggio ancora, una città abitata solo da cinesi. Non a caso è stata la prima ad essere scartata. A voi il ministro Franceschini, però, vi ha nominato Capitale Italiana della cultura". 

Sgarbi recita versi di Eugenio Montale indirizzati a Doria Marcus che, arrivata a Ravenna, sente nostalgia della sua terra, la Slovenia. "Una città stretta tra Venezia, Roma e Costantinopoli, la vostra. Tutto quello che avete l’avete meritato. La vostra fortuna comincia quando la città diventa il punto di riferimento dell’impero romano d’oriente".

Ma Ravenna, spiega Sgarbi, è anche la città di Lord Byron ”innamorato di una ragazza fidanzata con un altro. Mica come Vendola che ha avuto un bambino con un utero in affitto e ora pensa di avere anche una figlia con lo stesso sistema. Sono diventati così borghesi!”.

Il dipinto più bello del Rinascimento

Studiando la pittura veneta e Giovanni Bellini, racconta Sgarbi, “ho scoperto un dipinto con due mani giunte che erano in casa Cavalli, quella casa dove Byron ha conosciuto la sua amante. Quel dipinto non l’ho mai rintracciato”. Ma l’opera più bella di Ravenna è la Pala dell’abbazia di Santa Maria in Porto di Ercole ‘de Roberti che oggi si trova alla Pinacoteca di Brera: “è il più bel dipinto del Rinascimento”.

È vero o falso?

C’è un’opera, dice Sgarbi, Guidarello Guidarelli di Lombardo Tullio, che si trova alla pinacoteca di Ravenna, sulla quale ci son dubbi di autenticità, ma è comunque un simbolo romantico di questa città.

I mosaici

Sant’Apollinare in Classe e Sant’Apollinare Nuovo sono due tra gli edifici più significativi. Nel mondo bizantino potere religioso e temporale coincidono e vengono rappresentati dalla croce. E il porto rappresentato è divino più che umano. Il mausoleo Galla Placidia ha croce latina e dentro c’è un racconto straordinario. La potenza luminosa che c’è all’interno è ciò che di più straordinario propone l’arte bizantina.

Il regalo inaspettato

Poi, alla fine un colpo di scena: l'artista Maurizio Orrico regala a Vittorio Sgarbi, tra gli applausi del pubblico, una scultura che rappresenta una capra, da sempre "simbolo" della sua ironia e delle sue polemiche. E la serata finisce come era iniziata: con grande allegria.

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