Chiara Raiola

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La grande pittura rinascimentale, non prima però di aver detto la sua sulle elezioni americane. E come non aspettarselo. È un Vittorio Sgarbi mattatore quello che al teatro Ariston di Mantova travolge il pubblico accorso ad ascoltarlo nel tradizionale appuntamento di Panorama d’Italia dedicato all’arte.

 

“Il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che oggi era qui a Mantova, ha giustamente posto l’accento sulla necessità di custodire e di essere sentinelle di ciò che ci circonda: bisogna ricostruire i beni artistici perché sono parte dell’identità collettiva”. Con queste parole il direttore di Panorama, Giorgio Mulè invita Sgarbi sul palco per raccontare la Mantova dei Gonzaga.

Il critico però, prima di cominciare, stupisce tutti. Vuole chiarire le sue posizioni sulla situazione in America e lo fa. Hillary Clinton, che Sgarbi disprezza per l’appoggio dato alla guerra in Libia e in Medioriente "sarebbe stato un problema per il mondo interno, forse Trump lo sarà solo per gli americani”. Il pubblico applaude. Si passa alla meraviglia. A una delle città simbolo dell'arte italiana.

Mantova meravigliosa
Si comincia dalla Dama con l’Ermellino di Leonardo da Vinci per passare alla Pala del Parmigianino a Casalmaggiore. Ed ecco Sabbioneta “una città del sogno, integra dentro le sue mura, straordinaria” e poi Casatico con la Corte Castiglioni dove è stato pensato il Cortegiano di Baldessar Castiglioni. E a pochi chilometri il Monastero San Benedetto con la sua architettura medioevale e San Giacomo delle Segnate con Villa Arrigona “una Versailles nella campagna mantovana”.

Infine, Mantova città con la Basilica di Sant’Andrea dove mondo pagano e cristiano convivono nella intuizione di Leon Battista Alberti, la personalità più completa del rinascimento, che realizza una facciata con grandi colonne che ricordano gli edifici di Roma.

E come non citare il palazzo Ducale, castello protorinascimentale con la Camera degli Sposi di Mantegna e gli affreschi di Pisanello scoperti solo nel 1970. L’edificio ha una serie di cortili che dialogano con la residenza di campagna dei Gonzaga, Palazzo Te: qui ci sono gli affreschi di Giulio Romano dove spicca una sorta di Loggia, un omaggio, un richiamo al Mantegna che precedentemente ne ha realizzata una simile nella Camera degli Sposi, “un capolavoro di prospettiva del cielo”. Nell’affresco è rappresentata l’epopea dei Gonzaga con alle spalle una città che sta nascendo e dove si scorgono i volti reali degli uomini che stanno facendo la storia. “Nasce così la grande ritrattistica moderna”.

Mantova, conclude Sgarbi, “è la città più bella della Padania, di una luminosa bellezza. È la capitale dell’arte in un periodo straordinario per gli artisti del nostro paese: 100 anni di sperimentazioni e innovazioni tra ‘400 e ‘500. La prima grande città moderna, siatene orgogliosi”.

Sul palco sale il direttore di Panorama, Mulè, che chiosa, tra gli applausi: "La bellezza fa parte della storia di ognuno di noi, è una frase di Marc Augè. Grazie a tutti".

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