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Panorama d’Italia 2016

Mantova: 5 cose da sapere

Leggende, tradizione, cultura: uno sguardo curioso sulla città lombarda

Il Sacro Graal

Secondo la leggenda, da quasi duemila anni Mantova custodisce tra la sue mura il Sacro Graal contenente il sangue di Gesù Cristo. Raccolto  da Longino, il centurione romano che trafisse con la sua lancia il costato di Gesù, il sangue misto a terra sarebbe stato seppellito proprio da Longino in un campo, diventato poi l'orto dell'Ospdale del Pellegrino. Adesso è custodito in due reliquiari che si trovano nella basilica di Sant'Andrea.

I tortelli mantovani

Il simbolo della cucina mantovana: nati già nel Medioevo, per la necessità di preparare un piatto nutriente con i pochi ingredienti della cucina contadina, i piatti gourmet sono presto diventati una pietanza gourmet amata in tutto il mondo. Nella tradizione mantovana, vengono preparati con zucca, amaretti, mostarda e grana e noce moscata, e serviti solo con burro fuso. La tradizione vuole che vengano consumati la sera della vigilia di Natale, per rispettare il "magro".

Il soffitto del labirinto

A Palazzo Ducale, esattamente in una delle tante stanze dell'appartamento di Vincenzo I Gonzaga, è un labirinto ligneo dorato su sfondo blu a costituire il soffitto. Proveniente dal palazzo di San Sebastiano, sempre di Mantova, il labirinto ha ispirato Gabriele D'Annunzio, che ha ripreso il motto che più volte appare sul soffitto, "Forse che sì forse che no" per intitolare un suo romanzo.

I fiori di loto

Mantova è circondata dalle acque del Lago superiore, inferiore e di mezzo, che traggono origine dal fiume Mincio. Nel periodo estivo, il lago superiore è ricoperto da fiori di loto le cui origini vanno ricercate nel tentativo compiuto da Anna Maria Pellegreffi, giovane scienziata mantovana che nel 1921 decise di provare a iniziare questa coltivazione per ottenere dai semi una farina. L'esperimento non ebbe successo, nel senso che la farina si dimostrò quasi impossibile da usare: ma i fiori di loto, moltiplicatisi all'inverosimile, da allora attirano ogni estate appassionati di botanica da tutta Italia.

Museo Nuvolari

Si trova in una piccola chiesa sconsacrata, la chiesa del Carmelino in via Giulio Romano, il museo-gioiello che Mantova ha voluto dedicare al "suo" pilota Tazio Nuvolari. Il più forte di tutti i tempi, adorato da Gabriele D'Annunzio, il "Nivola" era nato a Castel D'Ario il 16 novembre del 1892. Il museo racchiude i suoi cimeli: caschi, guanti, tute, trofei, la tartaruga d'oro che proprio D'Annunzio gli regalò nel 1931, dopo la vittoria alla Targa Florio. E non poteva mancare la sua mitica Alfa Romeo P3 con la quale vinse tante gare.

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