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Trento

Biotech per medicina e chirurgia

Un gel che blocca le infezioni nelle protesi ortopediche: così la Novagenit fa risparmiare 800 milioni all'Europa

Con 120 mila nuove protesi impiantate ogni anno, una popolazione che invecchia e un servizio sanitario nazionale alla costante ricerca di soluzioni durature, il mercato italiano è l’ideale per chi si occupa di biotech applicato alla medicina e alla chirurgia. Lo sa bene Edgardo Cremascoli, cresciuto osservando l’azienda di famiglia che produceva apparecchi diagnostici e dal 2006 presidente di Novagenit, azienda incubata dalla finanziaria regionale Trentino Sviluppo che progetta e vende dispositivi innovativi destinati soprattutto all’ortopedia. 

«Lo scorso anno l’azienda ha raggiunto un fatturato di circa 2 milioni di euro occupando 12 dipendenti», racconta Cremascoli, «ma siamo solo all’inizio: la domanda è destinata a esplodere nei prossimi cinque o sei anni, soprattutto per quanto riguarda l’ultimo prodotto a cui stiamo lavorando». Si tratta di un gel a base di acido ialuronico per la prevenzione dell'insorgenza di adesioni e di infezioni postoperatorie in diverse tipologie di interventi chirurgici, che a giugno ha ottenuto un finanziamento da parte del programma europeo Horizon 2020.

«Oggi il 63% delle operazioni chirurgiche è affetto da qualche forma di contaminazione batterica» continua il presidente «Il nostro gel, con l’aggiunta di opportuni antibiotici, forma una barriera fisica protettiva sulla superficie di protesi e impianti e previene il rischio di infezioni batteriche». A livello europeo una soluzione del genere ridurrebbe in maniera importante complicazioni e interventi postumi determinando 800 milioni di euro di risparmio sanitario: anche per questo la Ue ha deciso di cofinanziarne brevettabilità e certificazione.

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