Mai nel suo anno e mezzo di vita Panorama d’Italia è stato travolto da tanta partecipazione come a Matera, con migliaia di iscritti e eventi sold-out. "È la miglior prova che questo è un territorio ricettivo, pieno di energie positive che hanno voglia di raccontarsi" ha osservato il direttore di Panorama Giorgio Mulè aprendo l’incontro dedicato alle eccellenze del territorio. Ricco come pochi di storie e imprenditori di successo, a partire da Pietro Di Leo titolare dell’omonimo biscottificio, tra i primi dieci in Italia. Figlio di fornaio, è attento alla sua azienda che esporta in tutto il mondo, ma è anche un imprenditore di grande responsabilità sociale, molto impegnato nel rilancio della sua città: con un progetto nelle scuole (Racconta il buono di Matera), e soprattutto, una partecipazione attiva alla corsa della città dei Sassi verso il titolo a capitale europea 2019, anche con spot e biscotti dedicati, i "caveosi" dal nome di uno dei Sassi. "Sono convinto che la competitività delle nostre aziende sia legata a quella del territorio" ha chiarito Di Leo, spiegando che la sua è una delle poche che, sfidando i colossi delle multinazionali, comunicano ai consumatori di non utilizzare il famigerato olio di palma ma olio di mais.

 

Un’altra eccellenza, nello stesso settore è il Consorzio di tutela del pane di Matera di Massimo Cifarelli, composto da 4 panificatori (tra cui Roberto Linsalone presente nella nostra intervista) un mugnaio e un gruppo di agricoltori. "Nasce dalla cultura dei Sassi che si è persa ai tempi della deportazione-evacuazione" ha spiegato. "A quei tempi il pane lo facevano le donne a mano con semola macinata di grano duro, unico per proteine e ferro, e lievito realizzato con cacca di mucca e cavallo o frutta fresca". Loro lo hanno ripristinato (senza escrementi ma con il lievito naturale ottenuto con la macerazione della frutta in acqua e la semola lucana). "Ne facciamo piccole quantità ma di grande qualità". E si sono permessi di non cedere al corteggiamento di Conad e Coop: "Perché il nostro pane si vende bene dove può essere raccontato quindi non va bene per la grande distribuzione".

Ma la Basilicata è ricca di imprese un po’ in tutti i settori. Ora le sta mettendo in rete Sviluppo Basilicata, società per azioni della regione. Patrizia Orofino ha raccontato come la rete CasaMatera aggrega e crea occasioni si sviluppo per le imprese, con vari distretti (da quello del mobile, alla moda all’agroindustriale) promossi, con i fondi europei, su piattaforme internazionali: dal Regno Unito, a Germania Russia, Stati Uniti.

Ovvio che se non ci fosse l’energia, niente di tutto ciò sarebbe realizzabile: Carmine Chieffo vendite area sud Enel Italia Energia ha spiegato che in Basilicata l'energia è da sempre un fattore di eccellenza con 9mila chilometri di linee di media e bassa tensione. A Matera poi, dai 30 minuti di interruzione annua del 2008, oggi si è passati a 20 minuti circa. Enel nel 2013 ha anche realizzato un protocollo di intesa con il Comune per l’installazione di colonnine per la ricarica di vetture elettriche (una è già nella piazza del Comune). E ha attivato un punto di contatto per le biciclette elettriche, a pedalata assistita.

Batterie che una volta esaurite devono essere smaltite. Ci pensa Nicola Montesano amministratore unico Sogemont, azienda che gestisce un impianto per riciclo di apparecchiature elettriche ed elettroniche: "Ci occupiamo di tutto ciò che ha una batteria, dagli smartphone alle bici elettriche". Matera sta rispondendo bene, con materiale di qualità. E a settembre Sogenont darà vita a un progetto che coinvolgerà le scuole materane: "I ragazzi porteranno a scuola un oggetto elettronico che langue nel cassetto".

Nello stesso settore c’è anche Roberto La Carpia, il titolare dell’ omonima azienda, arrivata alla terza generazione:« Abbiamo sviluppato il recupero dei rifiuti, dalla carta al legno». Ora hanno investito 12 milioni di euro per lo sviluppo di un piano industriale nella Val Basento. E all’Expo stanno per presentare un prototipo che tratta rifiuti organici e produce combustibile. «Bisogna avere il coraggio di cambiare» è convinto, "perché qui, c’è gente che ha voglia di fare".

Tanta operosità rischia però di sconfinare. Ad esempio in campo turistico. E’ il timore di Lorenzo Rota di Inu Basilicata, istituto nazionale di urbanistica. "C’è il rischio che l’hotellerie legata a Matera 2019 penalizzi l’urbanistica materana. Dobbiamo decidere se trasformarla in una città-monstre come Venezia o preservare le identità locali, distribuendo i turisti su tutto il territorio". Secondo Rota non serve ripensare solo Matera ma l’intera Basilicata. "La città dei Sassi ha individuato la sua strada ora è la regione che deve investire con la rete infrastrutturale".

Per il 2019 la regione potrebbe avere anche un’orchestra lucana. È quanto si augura ("ma per farla sopravvivere all’appuntamento europeo serve un’adeguata programmazione") Piero Romano , direttore del conservatorio Duni, che con oltre mille iscritti e cento docenti ha appena festeggiato 50 anni di attività. Il segreto di tanto successo? "Le opportunità di formazione le trasformiamo in opportunità occupazionali".

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