Carlo Puca

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La presentazione del suo ultimo best seller, “Sara al tramonto”. Alcune dichiarazioni originali e applauditissime su Napoli e i napoletani. E la lettura emozionante, in anteprima assoluta per il pubblico di “Panorama d’Italia”, di un capitolo del prossimo libro con protagonista il commissario Ricciardi, “Il purgatorio dell’angelo”, appena finito di scrivere.
Maurizio de Giovanni, il più prestigioso tra gli scrittori italiani, tradotto in tutto il mondo e detentore di vendite da capogiro, regala a Panorama un intero pomeriggio di competenza e passione per i suoi lettori.

I ragionamenti che l’autore produce, sempre originali, partono dal racconto della genesi di Sara al Tramonto, “una storia che ho incontrato tra le strade di Napoli, grazie all’osservazione casuale di una donna. Era chiusa nella sua macchina, sotto la pioggia. Ci è rimasta per ore, guardava davanti a sé e sembrava scrutare l’immensità del suo passato. Mi sono domandato chi fosse, cosa facesse lì e perché”.

Il passaggio dall’idea alla scrittura è stato breve. "Sono andato a dormire e al mattino seguente già sapevo tutto di lei: il mestiere, i suoi sentimenti verso un uomo scomparso, la circostanza di essere nonna senza essere mai stata madre”. E il fatto di appartenere a una città, Napoli, come sempre grande fonte di ispirazione per il talento de Giovanni. E già, perché Napoli non è mai uguale a se stessa, eterogenea e unica, sacra e maledetta, patrizia e plebea, laica e mistica. “Da noi” spiega l’autore “convivono vari e indefiniti caratteri, che variano da quartiere a quartiere, a volte da strada a strada di uno stesso rione. Questo è fondamentale per chi vuole scrivere. L’ho detto, scherzando, anche a Carlo Lucarelli. In fondo, Bologna quella è, più o meno sempre la stessa. Napoli no, è tante città. Qui si possono trovare varie ambientazioni e scegliere la più appropriata per i personaggi di un libro. E siccome Sara mi ha raccontato una Napoli grigia, egoista, cupa, l’ho cercata e trovata al Vomero; anzi, nella parte del Vomero intorno a piazza degli Artisti”.

A proposito dei caratteri di Napoli, lo scrittore tiene ad aggiungere come nell'immaginario collettivo questa sia una città sempre allegra, rumorosa e coinvolgente. Tuttavia “sotto il fuoco dell’allegria” spiega de Giovanni “dentro i napoletani permane un forte senso di malinconia e di malessere troppo poco considerato”.

Infine, una sorpresa straordinaria e inaspettata. L’autore estrae dalla sua cartellina una decina di fogli stampati al computer, qui e lì sparsi compaiono anche appunti scritti a mano. È un capitolo di rara intensità sentimentale. È tratto da “Il purgatorio dell’angelo”, undicesimo episodio della serie dedicata a Ricciardi. Spiega il rapporto tra il commissario e l’unica donna alla quale è davvero legato: Enrica. Maurizio lo legge con il talento dei grandi artisti. E nel pubblico è subito emozione. Immensa.

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