Chiara Raiola

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Prima in classifica nel settore manifatturiero in Italia, sede privilegiata di grandi multinazionali e cuore pulsante del turismo internazionale, Firenze ha un solo neo: una carenza infrastrutturale che le impedisce di crescere come potrebbe.


Nel territorio, infatti, la ripresa c’è e si vede. E nel corso del dibattito "Il motore Fiorentino" moderato dal giornalista Nicola Porro in occasione del tour Panorama d'Italia a Firenze, è Guido De Vecchi, vice direttore generale di Banca Cassa di Risparmio di Firenze, a darne testimonianza: "Il nostro istituto ha quasi 200 anni ed è entrato a far parte di Intesa Sanpaolo, il che ci ha permesso di sostenere questo territorio nei momenti più difficili. Siamo parte di una multinazionale ma la vicinanza alle esigenze locali è fondamentale”.

Gli investimenti

Lorenzo Perra, assessore al bilancio e innovazione del comune di Firenze, conferma e parla di una città in ripresa: “Stiamo lavorando per far diventare Firenze una città europea che tuteli il suo passato guardando al futuro. Abbiamo speso 190 milioni di euro per le infrastrutture, recuperando immobili abbandonati e progettando un nuovo sistema di trasporto pubblico che la renderanno più vivibile. Tutti i nuovi mezzi acquistati sono elettrici”.

Già perché è lì la vera sfida innovativa per le grandi città, come ricorda anche Alberto Piglia, responsabile e-mobility Enel: “Oggi in Italia circolano 9 mila veicoli elettrici, ma l’offerta sta aumentando tanto che si ipotizzano 115 mila mezzi nel 2020 e un milione e mezzo nel 2030. Enel, non a caso, ha previsto 300 milioni di investimenti per questo tipo di infrastrutture”.

L’innovazione, dunque, è il motore dello sviluppo. Ne è convinto anche Luca Altieri, direttore marketing di IBM Italia: “Oggi c’è una maggiore consapevolezza sull’utilizzo della tecnologia, ma è fondamentale un cambiamento culturale forte”.

Le infrastrutture che mancano

Lucia Aleotti, di Menarini Group, leader in campo farmaceutico, si dice d’accordo: “Nell’area fiorentina ci sono tante potenzialità a cominciare dall’università. Ma è necessario che mondo accademico e industriale dialoghino di più”.

La ricerca, infatti, è l’altra parola chiave legata a quella dell'innovazione. “Nei nostri centri di ricerca - dice ancora Lucia Aleotti - è stato realizzato un microchip destinato a superare l’amniocentesi in gravidanza”. Tuttavia, sottolinea, “soffriamo moltissimo la difficoltà delle connessioni internazionali per ataviche carenze infrastrutturali”.

"Il nostro è un territorio fortunato", sottolinea il vice presidente di Confindustria di Firenze, Lapo Baroncelli, ma “se non facciamo le infrastrutture siamo destinati a rimanere al palo. L’aeroporto su tutti”.

E Marco Carrai, presidente di Toscana Aeroporti non si nasconde dietro un dito: “L’aeroporto di Firenze ha raggiunto i 2 milioni e 700 mila passeggeri, siamo cresciuti anche quest’anno. Ma è sottodimensionato, ha una pista corta, direzionata in maniera errata. È dagli anni Sessanta che viene chiesto un intervento e un potenziamento che non è mai avvenuto”.

La forza del trasporto marittimo

Chi, invece, non lamenta difficoltà è Costantino Baldissara, direttore commerciale di Grimaldi Group che in Toscana ha il suo “quartier generale”, a Livorno: “Effettuiamo oltre 600 mila scali a Livorno dove abbiamo destinato le navi più belle, grandi e capaci”. Il traffico è aumentato: da 125 mila a 363 mila autovetture trasportate, da 113 mila a 250 mila camion, da 49 mila a 510 mila passeggeri nel 2017 e se ne prevedono 700 mila quest’anno.

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