I cambiamenti climatici e il rischio di un futuro catastrofico

A Panorama d'Italia, con gli ospiti di Focus si parla di innalzamento della temperatura e della difficoltà di fare previsioni corrette

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Bergamo, 11 maggio 2018 - All'appuntamento con "I grandi eventi di Focus", Jacopo Loredan (direttore di Focus) e i suoi ospiti Ilaria Baneschi (ricercatrice in geochimica ambientale e paleoclimatologia presso IGG-CNR sede di Pisa), Daniele Mocio (tenente colonnello dell'Aeronautica Militare) – Credits: Ada Masella

Chiara Raiola

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“Il clima è quello che ti aspetti e il tempo è quello che ti capita”: Jacopo Loredan, direttore di Focus, prende per mano il pubblico bergamasco di Panorama d’Italia e lo accompagna dentro quei cambiamenti climatici che sempre più spesso ci fanno dire “le stagioni non sono più quelle di una volta”.

I cambiamenti climatici sono sempre esistiti

È davvero così? Ilaria Baneschi, ricercatrice in geochimica ambientale e paleoclimatologia all’IGG-CNR di Pisa, tabelle alla mano, spiega che sono sempre esistiti: “Strumentalmente possiamo fare confronti fino alla metà dell’800”. Il primo decennio del 21esimo secolo è stato il più caldo. In particolare, la temperatura media nel periodo 1880-2012 è aumentata di 0,85 gradi centigradi. Ma quello che accade adesso “è un’accelerazione dell’aumento della temperatura. In passato per arrivare a differenze anche di 4 gradi ci sono voluti anche 600 anni, ora succede in pochi anni. È questo il problema”.

 

La responsabilità dell'uomo

Tutta colpa dell’uomo, non c’è dubbio: “Il valore di metano e CO2 è aumentato repentinamente rispetto al passato, in particolare dalla rivoluzione industriale in poi e questo contribuisce all’aumento della temperatura”.

Il rischio di un futuro catastrofico

Cosa succederà agli ecosistemi e all’uomo? “Ai poli - sottolinea la ricercatrice - gli aumenti sono molto accentuati, parliamo di due gradi e mezzo in più, le conseguenze saranno la fusione dei ghiacciai e l’innalzamento del mare oltre a una cascata di eventi che provocherà una sempre maggiore riscaldamento della terra”.

Il cambiamento, se non invertiamo la rotta, sarà sempre più catastroficamente veloce. “Molto dipende da come si comporterà l’uomo - dice Ilaria Baneschi - dagli accordi internazionali sulle emissioni. Di sicuro la ricerca non si deve fermare, deve continuare a fare la sua parte”.

L'attendibilità della meteorologia

Oggi, quindi, è più difficile prevedere il tempo? “Il nostro lavoro deve tenere conto di questi studi”, chiarisce Daniele Mocio, tenente colonnello dell'Aeronautica Militare, ormai star della tivù. I modelli di riferimento, puntualizza, non contengono tutti i dati, ma vengono inserite delle medie e “quindi il margine di errore, se ci si dovesse affidare totalmente al modello, è alto”.

Bisogna conoscere il territorio, innanzitutto, perché l’orografia modifica l’impatto degli eventi climatici: a Bergamo, per esempio, c’è un clima vario, continentale. Nel fare le previsioni in questo caso “dobbiamo tenere conto delle alpi orobie che avete alle spalle”. Ma di una cosa è sicuro il colonnello Mocio: non affidatevi alle previsioni dettagliate città per città, o a lungo termine che trovate sul web perché “non sono attendibili”, prosegue il colonnello. Cercate sempre fonti affidabili per conoscere il tempo che verrà: con un semplice click fate solo l’interesse di qualcuno, ma certamente non il vostro”.

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