Gianni Poglio

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La scena è bellissima: l'intervista con Giuliano Sangiorgi alla Libreria Rizzoli è appena iniziata, Giuliano sta parlando della sua esibizione della sera precedente al Premio Tenco, quando davanti al palco compare Caterina Caselli, la prima ad aver creduto, con la Sugar, nell'enorme potenziale dei Negramaro.

Alla grande sorpresa seguono tanti applausi e un abbraccio con Giuliano. Poi, si ricomincia, ripartendo proprio dall'omaggio a Luigi Tenco in quel di Sanremo. "Ho cantato quattro sue canzoni ed è stato bellissimo. Ma forse il momento più commovente è stato l'incontro con i famigliari di Luigi. Mi ha emozionato" spiega. 

16 anni di successi

I Negramaro sono il gruppo che ha cambiato volto al rock italiano. Lo hanno fatto in più di quindici anni di attività, scrivendo, una dopo l'altra, una serie di canzoni-gioiello che sono patrimonio della musica italiana, oltre che dei moltissimi fan che li adorano. "A volte qualcuno mi parla di progetti solisti, ma questa è la mia dimensione, la mia famiglia. Abbiamo fatto una lunga strada e davanti c'è ancora molto da fare" racconta. E poi, rivolto alle tantissime persone presenti in sala: "Io realizzo quanto mi manchiate davvero ogni volta che vi rincontro. Siete stupendi". Diluvio di applausi. 

Il nuovo disco e il tour

"Il 17 novembre esce il nuovo album, Amore che torni, e a giugno 2018 saremo negli stadi. Si parte il 24 giugno da Lignano Sabbiadoro e si prosegue con Milano, Roma, Pescara, Messina e, a chiudere, il 13 luglio, Lecce". L'unico brano finora edito dell'album è Fino all'imbrunire, una gran bella canzone, intensa e vibrante nel segno dell'elettro-rock. Con un'ospite speciale, Maria Sole, la nipotina del frontman. "Bravissima, è stata bravissima. Ha registrato la sua parte in una sola take e ha centrato il bersaglio" racconta lo zio. 

On the road

Tra i  tanti motivi che hanno reso i Negramaro una band coesa e longeva (la longevità non è esattamente una caratteristica della scena musicale di questi tempi) c'è il fatto di aver condiviso la vera gavetta, quella che che si fa nei club iniziando dalla propria regione (in questo caso la Puglia) per poi andare in tutta Italia. "Ricordo un viaggio infinito per andare a Bologna a cercare un locale dove esibirci" racconta. "Fu un'odissea, soprattutto il ritorno, non c'erano ancora i navigatori, facemmo un giro assurdo e ad un certo punto, fummo costretti a chiamare a casa perché qualcuno, cartina alla mano, ci indicasse la strada del ritorno". 

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