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ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images
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Una marcia contro i disastri del carcere

Istituti di pena sovraffollati; le prigioni costano 2,8 miliardi l'anno, ma non rieducano. Il 16 aprile marcia radicale da Regina Coeli a San Pietro

Domenica 16 aprile, dal carcere di Regina Coeli a piazza San Pietro, i radicali e un'intera galassia di organizzazioni (tra cui Nessuno tocchi Caino) daranno vita alla Marcia per l'amnistia 2017.

La nuova mobilitazione, dichiarano gli organizzatori, vuole ribadire la necessità di un'amnistia "perché le istituzioni italiane escano dalla condizione criminale in cui si trovano rispetto alla nostra Costituzione, alla giurisdizione europea, ai diritti umani universalmente riconosciuti e alla coscienza civile del Paese".

In carcere nel 2016 si sono uccise 40 persone, e dal 1° gennaio al 1° marzo 2017 i suicidi sono già 12.

Al 31 gennaio 2017, in base ai dati ufficiali forniti dal ministero della giustizia, nei 191 istituti di pena erano presenti 55.381 detenuti contro una capienza ottimale di 50.174. "Sono numeri" sostengono i radicali "che testimoniano il perdurare di uno stato di sovraffollamento delle strutture che noi riteniamo essere persino più grave, poiché i dati delle capienze regolamentari non tengono conto delle numerose celle chiuse, inagibili o in fase di ristrutturazione che si trovano pressoché in ogni struttura".

E mentre ogni anno le carceri italiane costano circa 2,8 miliardi di euro, sembrano immutevoli i problemi che da troppo tempo affliggono la maggior parte della popolazione detenuta: troppe celle fatiscenti e l'insalubrità delle strutture, il malfunzionamento dell'assistenza sanitaria, la carenza di attività di lavoro e studio, le mancate risposte alle istanze presentate ai magistrati di sorveglianza, che sono pochi in pianta organica rispetto ai compiti che devono svolgere (sono soltanto 204 in tutta Italia, e ne mancano addirittura 14). La recidiva italiana è tra le più alte d'Europa

Il 78 per cento dei detenuti, lamentano i radicali, è affetto almeno da  condizione patologica, e almeno per il 40 per cento si tratta di patologie psichiatriche. Questo anche a causa di una riforma, quella delle legge 81 che ha finalmente abolito gli Ospedali psichiatrici giudiziari, con la creazione di Residenze per l' esecuzione delle misure di sicurezza (Rems), ma ha lasciato troppi punti in sospeso: le lunghe liste di attesa per le Rems (oggi riguardano 241 persone, di cui molte in carcere); il potenziamento dei Dipartimenti di salute mentale e delle comunità terapeutiche psichiatriche; e la necessaria gradualità, da parte della magistratura, dell'invio in Rems considerate dalla legge come strutture terapeutiche residuali per i casi più gravi.

Anche la custodia cautelare, per come è applicata in Italia, è un vero imbuto d'ingiustizia. Ogni anno sono circa mille i casi d'ingiusta detenzione o gli errori giudiziari riconosciuti in seguito a sentenza di revisione. Nel solo 2016 la cifra spesa dallo Stato per risarcimento delle ingiuste detenzioni è stata di 42 milioni. Nonostante i vari tentativi legislativi del ministro Andrea Orlando, resta ancora troppo alta la percentuale dei detenuti in attesa di giudizio, il 35%, ed è spesso inaccettabile la promiscuità tra detenuti in attesa di giudizio e condannati definitivi. 

Per tutto questo i radicali marceranno a Pasqua. 

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