È tornato Berlusconi
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È tornato Berlusconi

In un videomessaggio il leader di Forza Italia torna all'attacco su temi concreti: flat tax, pensioni, euro

Umberto Bossi, che lo conosce bene, lo aveva detto appena qualche giorno fa: “Berlusconi tornerà protagonista”. Ed ecco, infatti, un videomessaggio col quale il Cavaliere esce di nuovo allo scoperto e si espone con proposte concrete. Poche ma efficaci, ma soprattutto semplici da spiegare e facili da capire. Flat tax, la “tassa piatta” al 20 per cento da sopra una no tax area di 13mila euro l’anno (13mila perché l’altra proposta, la seconda, è quella di alzare le pensioni minime a 1000 euro). A seguire, almeno 6 mesi di “non tassazione” delle compravendite immobiliari, la creazione di una moneta nazionale da affiancare all’euro, e l’innalzamento a 8mila euro del tetto per le transazioni in contante. Quindi una proposta principale e quattro che ne conseguono, tutte rispondenti a una sola filosofia che è quella “di sempre”, che ha portato al successo Forza Italia negli anni: la riduzione delle tasse. E una chiosa: con i tre governi della sinistra, nessuno eletto dal popolo, che si sono succeduti dal 2011, cioè Monti, Letta, Renzi (sì, anche Renzi), noi oggi stiamo peggio che con Berlusconi. Con la disoccupazione passata dall’8,4 per cento al 13,3 (un giovane su due senza lavoro), i consumi delle famiglie scesi del 10,7 per cento (pari a 78 miliardi in meno, nel circuito dell’economia reale) e il valore delle case, fondamentale bene di risparmio degli italiani, giù di almeno il 25 per cento.

Parole chiare, proposte nette e, finalmente, un sussulto di contrattacco. Anche a uso interno di Forza Italia, i cui quadri avvertivano da tempo la necessità (proprio quelli più vicini a Berlusconi) di una ripresa d’iniziativa da parte di Silvio, leader indiscusso ma tarpato in tutti questi mesi dall’esecuzione di una condanna considerata ingiusta e contro la quale pendono diversi ricorsi in sede internazionale. La fine della pena si profila vicina, insieme a un incremento delle probabilità che si torni a votare. E Berlusconi, che ben conosce i tempi della politica e della comunicazione, ha ritenuto fosse arrivato il momento di ripresentarsi ai cittadini/elettori con un nuovo (e antico) manifesto. Il manifesto liberale messo a punto nel ’94 insieme a Antonio Martino, non a caso unico tra gli esponenti azzurri a esser citato espressamente nel videomessaggio che potete vedere qui sotto.


Un videomessaggio dai toni più sobri del solito, con le bandiere che ogni volta marcano il sentimento nazionale (ma anche europeo) di Berlusconi e tuttavia un prevalere dei toni chiari, un bianco crema che condivide con l’azzurro solo l’effetto rilassante/rassicurante. Per il resto, è il Berlusconi di sempre, che ammicca, che scandisce il messaggio, che bada soprattutto a farsi capire e a fare breccia nel cuore degli ascoltatori (un cuore che si commuove quando parli di tasse più basse).

Ma a parte gli ingredienti che ci sono, si fanno sentire quelli che non ci sono. Ripartire dalla riduzione delle tasse significa anche marcare il territorio, definire l’identità liberale delle coorti “berlusconiane”, tuttora quelle maggioritarie nel centro-destra, rispetto ai cavalli di battaglia del capopopolo in ascesa, il leghista Matteo Salvini. Che invece punta più sulla sicurezza e la gestione delle politiche migratorie. Non sono rom e clandestini il bersaglio di Berlusconi: questi non sono mai stati target “sentiti” dal Cavaliere, che invece resta sul piano dell’economia reale, delle tasche degli italiani, in chiave costruttiva e non demolitiva. Con una sola vera concessione alla Lega: l’idea della moneta nazionale da “affiancare” alla tanto odiata divisa europea.

Insomma, è tornato Berlusconi. 

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