Siria, licenza di stupro per le truppe di Assad
Pablo Tosco/AFP/Getty Images
Siria, licenza di stupro per le truppe di Assad
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Siria, licenza di stupro per le truppe di Assad

Il numero due del gran muftì avrebbe autorizzato e incoraggiato con un decreto le violenze ai danni di mogli e figlie dei ribelli che combattono il regime di Damasco

Orrore per legge. Stupro per decreto con tanto di benestare della religione. In Siria succede anche questo. Il vice gran muftì di Damasco, lo sceicco Abd al-Rahman Ali al-Dada, avrebbe emesso un editto per autorizzare (e addirittura incoraggiare) gli stupri delle figlie e delle mogli dei ribelli e dei loro sostenitori, che si oppongono alle truppe del presidente Bashar al Assad. La notizia circola su siti non "istituzionali" e qualora fosse confermata sarebbe agghiacciante.

La guerra in Siria è entrata nel suo terzo anno. I numeri sono devastanti. Si parla di più di 130 mila morti accertati e di milioni di profughi che hanno cercato la fuga nei campi lungo il confine o hanno tentato di raggiungere i parenti emigrati precedentemente nel resto del mondo, dall'Europa agli Stati Uniti. E non è un mistero che il gran muftì di Siria sia un fedelissimo di Bashar al Assad. Massima autorità religiosa dei sunniti nel Paese, Ahmad Badreddin Hassoun, che lo scorso anno è stato a Roma per incontrare Papa Francesco e gli ha chiesto di pregare per la pace a Damasco, emette pareri legali ed editti, fatwe e interpretazioni della legge islamica.

Le opinioni raccolte dal gran muftì servono come fonte d'informazione sull'applicazione pratica della legge coranica. Nel caso siriano è bene ricordare che Hassoun ha perso un figlio per mano dei ribelli, freddato alle porte di Aleppo, e ha sempre difeso il regime, sconfessando come musulmani appoggiati e pagati dall'estero i ribelli che si oppongono al raìs. Si comprende come l'autorizzazione appena emanata dal suo vice potrebbe avere conseguenze drammatiche. 

Secondo quanto diffuso da alcune testate internazionali, come The Inquisitr , durante un'intervista per Sham FM, una radio che sostiene il regime siriano, è stato chiesto al numero due del muftì di Damasco in che modo i soldati siriani dovrebbero trattare le donne dei ribelli. Questi seraficamente ha risposto che i fedelissimi di Assad "hanno il permesso di sposare donne già sposate o nubili che sono sorelle e madri di ribelli". I soldati di Assad non hanno bisogno di celebrare alcuna "formalità" per considerarsi sposati a queste donne e sono inoltre autorizzati a "stuprare queste donne come forma di punizione per non aver denunciato i ribelli al governo". 

In realtà l'arma degli stupri come mezzo per punire il nemico abusando delle donne della sua famiglia era già ampiamente utilizzata anche senza l'imprimatur della religione. A novembre del 2013 la ong Euro Mediterranean Human Rights Network (EMHRW) ha diffuso un rapporto secondo il quale dal 2011 a oggi in Siria sono state stuprate più di 6.000 donne. E questi numeri sono solo quelli ufficiali, ma ce ne potrebbero essere molte di più.

Il rapporto di EMHRW evidenzia anche come il rapimento delle donne in Siria è diventato una strategia per attuare lo scambio di prigionieri tra forze governative e ribelli, e che stupri - singoli o di gruppo - sono all'ordine del giorno e rappresentano un'altra delle tragiche facce della guerra. Esistono anche regole gerarchiche prima di uno stupro. Il soldato che ha catturato una donna "bella" ha l'obbligo di presentarla al suo superiore. Questi valuta se vuole stuprarla o se preferisce di no e in quel caso la lascia nelle mani della truppa, che può farne quello che vuole. Una catena di orrore che funziona con precisione militare.

Ma gli stupri come punizione non sono una prerogativa solo dell'esercito di Assad. Sono stati accertati anche casi di ribelli che hanno violentato donne di soldati del regime e, secondo alcuni rapporti dal campo, gli uomini di al Qaeda oltre a stuprare le donne dei nemici di religione drusa e cristiana le obbligano a convertirsi all'islam per avere salva la vita.

Finora, però, la violenza sulle donne non era ancora stata autorizzata ufficialmente. Adesso il gran muftì ha provveduto a colmare la lacuna e lo stupro per decreto è un tassello di orrore che si va ad aggiungere a tutti gli altri pezzi che compongono il già tragico mosaico della guerra siriana.

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