La vergogna della custodia cautelare ed un referendum giusto
La vergogna della custodia cautelare ed un referendum giusto
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La vergogna della custodia cautelare ed un referendum giusto

Lo dicono i numeri. In Italia c'è un abuso (che riempie le nostre prigioni). Ma esiste anche un modo per fermarlo - cosa dicono i referendum radicali -

Quattro detenuti su dieci, nelle 206 carceri italiane, sono «in attesa di giudizio»: sono in cella per un ordine di custodia cautelare, quello che prima della riforma del codice del 1989 si chiamava più onestamente «ordine di carcerazione preventiva».
Per l’esattezza, calcola l’associazione Antigone, i reclusi che non sono ancora stati processati sono 26.804 su un totale di 66.685. Nessun Paese europeo ha statistiche così elevate e sconvolgenti: la media generalmente non supera il 10-15 per cento.

Anche per questo è giusto firmare per il referendum radicale che cerca di ridurre i casi in cui sia possibile ricorrere alla custodia cautelare ai reati più gravi.

I referendum sono 12 e si collocano nel solco della lunga campagna radicale per i diritti civili: propongono anche l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti, l’abolizione dell’ergastolo, la responsabilità civile dei magistrati, la separazione delle loro carriere, il divorzio breve, l’abolizione del carcere per i più lievi reati in materia di droghe, l’abrogazione delle norme che ostacolano il lavoro e il soggiorno regolare degli immigrati, una diversa strumentazione dell’8 per mille

Occorrono 500 mila firme. Per sapere dove e quando firmare per i 12 referendum radicali, vai su www.referendumradicali.it

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