Unioni civili: Strasburgo condanna l'Italia. A che punto siamo

La Corte europea dei diritti umani ci obbliga a introdurre il riconoscimento legale per le coppie dello stesso sesso. Possibile una legge entro l'anno

Il bacio di Julia e Auriane

La foto simbolo delle unioni civili per i gay: Julia e Auriane, di 17 e 19 anni, in Francia si danno un bacio di fronte alle facce disgustate dei partecipanti a una manifestazione contro il progetto che vuole estendere alle coppie gay e lesbiche il diritto al matrimonio e all'adozione, – Credits: Gerard Julien/AFP/Getty Images

Redazione

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La Corte europei dei diritti dell'uomo di Strasburgo ha condannato l'Italia per una violazione dell'articolo 8 - il diritto al rispetto per la vita privata e familiare - della convenzione europea dei diritti umani, per il mancato riconoscimento delle unioni omossessuali.

Il giudizio è stato emesso all'unanimità nell'ambito del caso sollevato da Oliari e altri contro l'Italia. Si tratta di tre coppie omosessuali, guidate da di Enrico Oliari, presidente di Gaylib, l'associazione nazionale dei gay liberali e di centrodestra,che hanno fatto ricorso a Strasburgo contro l'impossibilità di vedersi riconoscere in patria l'unione. "La corte ha considerato che la tutela legale attualmente disponibile in Italia per le coppie omosessuali non solo fallisce nel provvedere ai bisogni chiave di una coppia impegnata in una relazione stabile, ma non è nemmeno sufficientemente affidabile", si legge in una nota della Corte.

A che punto siamo

Il tema è caldo da tempo e la legge che disciplina le unioni civili in realtà è sul tavolo del Governo ormai da tempo. Matteo Renzi, proprio sabato scorso all'assemblea del Pd, ha preso impegni precisi. "La discussione - ha detto - può essere fatta insieme al gruppo della Camera in modo che a Montecitorio la lettura sia confermativa e si possa definitivamente approvare entro l'anno la legge sulle unioni civili".

Una tempistica rassicurante per chi da tempo attende il varo di norme in materia, considerando che, in attesa della relazione tecnica del governo sulla copertura economica, il testo del provvedimento (con 1.500 emendamenti) è ancora sul tavolo della commissione Giustizia di Palazzo Madama (il prossimo esame del ddl è in calendario per martedì prossimo, 21 luglio).

Il percorso del ddl non sarà comunque senza ostacoli. Renzi "deve dire chiaro agli italiani cosa pensa delle adozioni per le coppie omosessuali" ha già chiesto il senatore di Fi Lucio Malan, aggiungendo che "nonostante gli spudorati tentativi per negarlo, le adozioni nel testo Cirinnà ci sono eccome". La voce grossa l'ha fatta pure la Cei. "Rispetto alle urgenze che si impongono è paradossale questa attenzione" ha dichiarato la scorsa settimana in merito il segretario generale della conferenza episcopale Nunzio Galantino. "Peccato non poterne riscontrare altrettanta in effettive misure di sostegno alla famiglia".

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