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Taglio dei parlamentari, cosa prevede la norma voluta dal Governo

Il Senato ha dato il suo via libera al Disegno di legge che porterà ad una riduzione di 230 deputati e 115 senatori

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Il taglio dei parlamentari sembra assere vicino. Domani infatti sarà forse il giorno della votazione (la quinta) decisiva e finale di questa riforma

Una norma che da una dozzina d'anni è presente nei programmi di diverse forze politiche ma poi, per un motivo o per l'altro, non veniva mai attuata. Questa volta però l'iter burocratico (ancora lungo, in realtà prima di poter diventare effettivo ed esecutivo) è partito.

Il Senato ha dato il suo primo via libera con 185 si e 54 no

Cosa prevede la norma

Secondo il disegno di legge la riduzione sarà abbastanza netta. A Palazzo Madama ci saranno 115 senatori in meno, facendo così passare il numero degli eletti da 315 a 200. Di questi quelli eletti all'estero saranno 4 e non più 6.

Ci saranno limitazioni anche per i senatori a vita, sempre a nomina del Presidente della Repubblica, il cui numero massimo sarà di 5

Altra modifica introdotta prevede che nessuna Regione o Provincia autonoma possa avere meno di tre senatori (resta la previsione di due per il Molise e uno per la Valle d'Aosta).

Alla Camera invece il taglio sarà ancora più pesante: i deputati scenderanno da 630 a 400.

Nel complesso quindi la riduzione dei parlamentari sarà di 345 eletti con un risparmio per i conti dello Stato (solo per gli stipendi) di 57 milioni di euro l'anno.

Questa riforma provoca inevitabilmente un cambio del rapporto tra l’elettore ed il suo parlamentare. In pratica ci sarà un deputato ogni 151 mila abitanti ed un senatore ogni 302 mila, con inevitabili cambiamenti della struttura dei collegi elettorali.

Previste modifiche anche per le elezioni dei parlamentari all’estero che si riducono del 33%: i deputati saranno così 8 e non più 12, mentre i senatori saranno 4 e non più 6.

La riduzione dei parlamentari provoca inevitabilmente anche degli scossoni nella vita politica quotidiana: Pd e Leu, infatti, chiedono modifiche alle normative, come degli aggiustamenti “costituzionali”. Una delle proposte ad esempio è quella di riunire il Parlamento in seduta comune per il voto di fiducia al Governo ed una restrizione del numero dei delegati regionali (oggi 58) che partecipano con il loro voto all’elezione del Presidente della Repubblica. A questa si aggiunge la cosiddetta “sfiducia costruttiva” cioè la possibilità di sfiduciare la maggioranza (anzi, cambiarla) mantenendo però lo stesso Presidente del Consiglio. Un po’ quello che sta succedendo oggi con il Governo Conte-Bis.

Il voto previsto per domani non dovrebbe avere grossi problemi numerici. Se infatti nella maggioranza giallo-rossa ci sono delle perplessità, soprattutto nel Pd, il centrodestra ha confermato che voterà unito a favore del taglio dei parlamentari

Quando entrerà in vigore la norma

Il disegno di legge sulla riduzione dei parlamentari prevede che il taglio entrerà in vigore fin dalla prossima nuova elezione o dopo il primo scioglimento delle camere. Ma prima di diventare legge bisogna attendere ancora un po'. Il disegno di legge passa ora all'esame della Camera e dato che si tratta di una proposta di modifica costituzionale saranno necessarie due diverse deliberazioni da entrambi i due rami del Parlamento.

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