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Ansa
Politica

Studenti e Pd; quelli dalla parte di Cospito che lo dicono o tacciono

I soliti della Sapienza, che il dicembre scorso sono stati protagonisti di scontri con la polizia, ma non solo. Ecco cosa si nasconde nel substrato culturale che oggi protesta contro il 41-bis

Perché non siamo sorpresi? La vera domanda davanti alla notizia arrivata ieri dall’Università «La Sapienza» di Roma dove la facoltà di lettere è stata occupata in solidarietà con Alfredo Cospito e contro il 41-bis è proprio questa: perché non siamo sorpresi?

Da giorni, da quando le cronache politiche hanno cominciato a raccontare la vicenda e la protesta dell’anarchico in carcere con l’accusa di strage, è evidente che il paese sia spaccato in due: da una parte c’è il governo, la sua maggioranza e, diciamolo pure, persino la maggioranza della popolazione, sia convinto che non si debba fare concessioni, soprattutto sotto le minacce e gli attentati degli anarchici di queste settimane.

C’è poi una parte che invece appoggia, che sostiene Cospito e la sua battaglia. Ci sono giornali, opinionisti, persone del mondo culturale e letterario che chiedono l’allentamento del regime penitenziario a cui è sottoposto. E ci sono questi studenti (non tutti) che addirittura si arrogano il diritto di bloccare una facoltà in nome di un uomo che ha gambizzato, sparandogli alle gambe come facevano le Brigate Rosse, un dirigente d’azienda e che ha piazzato bombe, volendo fare una strage, nella scuola allievi Carabinieri di Fossano. Un curriculum che per questi intellettuali e magari futuri docenti, è invece meritevole di sostegno, come se fosse un simbolo, un esempio.

Ma, ripetiamo, non siamo stupiti.

D’altronde la stessa facoltà e gli stessi studenti li abbiamo già trovati come oggi sulle prime pagine di siti e giornali pochi mesi fa per gli scontri con la Polizia dopo che avevano proibito a due esponenti di Fratelli d’Italia di presenziare ad un convegno. «Fuori i fasci dall’università» hanno scritto su striscioni e gridato a gran voce perché queste persone sono convinte ieri come oggi che l’ateneo sia casa, anzi, cosa loro; che ci possano fare il bello ed il cattivo tempo, persino chiuderla o aprirla a seconda del momento e del motivo.E, rileggete gli articoli dello scorso dicembre, anche in Parlamento e su certa stampa c’era chi li difendeva e attaccava la Polizia per la cariche di quel pomeriggio.Guarda caso le stesse persone e gli stessi colleghi che oggi stanno con Cospito.

C’è poi una domanda politica: qualcuno ha capito quale sia la posizione ufficiale del Pd? Sono contro o a favore il carcere duro? Se ci avete fatto caso in queste settimane nessuno ha dato una sua posizione certa. Anche perché sarebbe molto delicato alla vigilia del congresso sostenere da che parte si sta, o meglio. Sarebbe complicato oggi ammettere che si sta dalla parte di un terrorista. Per cui al massimo lo si va a trovare in carcere e si tace sugli scontri di piazza e sulle facoltà occupate in nome di un uomo che ha fatto della guerra allo Stato la missione della sua vita

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Andrea Soglio