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Se i migranti diventano un test per la solidità del M5S

La prova di Salvini che ha negato lo sbarco a 629 persone ha messo a disagio fette del Movimento che ora temono di diventare una corrente della Lega

migranti

Sara Dellabella

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Si sta consumando un braccio di ferro sulla pelle di 629 persone. Un braccio di ferro tra Salvini e Malta, tra la Lega e i 5 stelle mentre in attesa del vincitore, vero o presunto, donne, ragazzi e uomini sono rimasti più di una giornata in mezzo al mare in attesa che il mondo decidesse che alla fine si facesse avanti la Spagna per consentire lo sbarco.

Salvini mostra i muscoli

Dentro al governo decide Salvini, tanto che Conte interrogato sulla vicenda della nave Acquarius lasciata a navigare nel Mediterraneo in attesa di indicazioni, risponde “mi aggiornano”, annunciando un vertice con i ministri competenti che però si rivelerà superato dai fatti.

Il caso dell’Acquarius si è rivelata la prima occasione per Salvini per mostrare il bicipite. Come ci ha abituato purtroppo la politica social, le decisioni del Ministro sono state annunciate con un hashtag #portichiusi suscitando l’indignazione non solo delle opposizioni ma anche di una buona parte degli alleati di governo.

Roberto Fico, icona dell'imbarazzo 5 stelle

In queste ore la fronda più ortodossa nel Movimento, quella più legata al Presidente della Camera, Roberto Fico, ha paura che i grillini si trasformino in una corrente della Lega, pur avendo il doppio dei seggi parlamentari.

Sarà anche per questo che il Presidente della Camera, in queste ore drammatiche ha scelto di recarsi in visita alla tendopoli di San Ferdinando dove appena dieci giorni fa è stato assassinato il sindacalista malese, Soumalia Sacko. Fico con questa visita ha colmato il silenzio dei due vice premier su questa vicenda che ci riporta a Rosarno a 8 anni dalle storiche rivolte dei braccianti agricoli.

Salvini ha deciso di chiudere i porti, impedendo gli sbarchi, ma la decisione era di un altro ministero, quello del grillino Danilo Toninelli che in prima battuta pare sia andato su tutte le furie per essere stato scavalcato in questa decisione e poi nel pomeriggio di domenica ha emanato una nota congiunta con Salvini per richiamare Malta all’accoglienza.

Che il clima dentro al Movimento non sia sereno trapela anche dall’incidente in cui si è trovato protagonista il sindaco di Livorno, Filippo Nogarin. Con un post su Facebook, poi prontamente rimosso, Nogarin si mostrava “pronto ad aprire il porto. Ho già dato disponibilità al Ministro dei Trasporti”. Dopo poco il post è scomparso e il sindaco della città portuale, da sempre roccaforte rossa, si è scusato precisando che si trattava di una posizione personale che non voleva creare “problemi al governo”.

Problemi al governo

Il dietrofront del sindaco grillino e le parole usate, mostrano tutta la difficoltà del movimento nel gestire questo tema e la convivenza con il socio di minoranza Salvini. Anche perché mentre Luigi Di Maio pur di non entrare in contrasto con Salvini, ne sta seguendo la linea, nel Movimento c’è chi in queste ore sta chiedendo un cambio di passo di fronte a 629 persone, tra cui donne in gravidanza, che sono state lasciate in mezzo al mare e con scarse scorte alimentari. Perché quello che è accaduto all’Acquarius è un copione che potremmo rivedere spesso nelle prossime settimane, quando con la stagione estiva i viaggi della speranza aumenteranno.

La grillina Paola Nugnes che in queste settimane si è mostrata tra le più scettiche ad una alleanza con Salvini, oggi è arrivata a chiedere l’abolizione del reato di clandestinità e c’è chi ricorda che alla scorsa legislatura il Movimento chiese una commissione d’inchiesta sul naufragio del 18 aprile 2015 dove persero la vita circa 900 persone a largo del Canale di Sicilia.

Il timore è che a seguire troppo la Lega, il Movimento scompaia. Perché, spiegano fonti grilline, “i voti che ci arrivano da sinistra torneranno alla sinistra e quelli di destra alla fine andranno a Salvini”. Ad essere populisti senza colore questo è il rischio che si corre in caso di alleanza. Ed è chiaro che la partita di governo di Matteo Salvini, sarà elettorale, volta ad arrivare alla Presidenza del Consiglio non più da vice, ma da premier.

Un Movimento accomodante rischia di rivelarsi una carta vincente per la Lega.

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