Politica

Salerno, condannato il sindaco De Luca

Pena di un anno, con l’interdizione dai pubblici uffici, nel processo sul termovalorizzatore di Salerno. Su Panorama in edicola, l'intervista esclusiva

Vincenzo De Luca,

Carlo Puca

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"Io come de Magistris, ma non mollo", così il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca dopo la condanna per abuso d'ufficio a un anno di reclusione (pena sospesa) con l'interdizione dai pubblici uffici, nel processo sul termovalorizzarore di Salerno. Sarà sospeso dalla carica di sindaco. De Luca è candidato alle prossime regionali.

Di seguito l'intervista sul numero di Panorama oggi in edicola raccolta alla vigilia della sentenza.

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"Io sono una persona che adora la creatività. Attenzione, però: la confusione è un’altra cosa. E il Pd, sulla Campania, di confusione ne ha già prodotta fin troppa". Il problema, manco a dirlo, sono le primarie per individuare il candidato governatore. Spiega Vincenzo De Luca, il sindaco-sceriffo di Salerno: "Dopo la cancellazione delle date del 14 dicembre e dell’11 gennaio, l’appuntamento è stato fissato al primo febbraio. Ecco: il mio partito non mi faccia perdere un minuto in più, apriamo le urne e chiudiamo finalmente una vicenda così palesemente ridicola".

De Luca, è evidente che i continui  rinvii servivano (e servono) per trovare (e favorire) un candidato alternativo a lei.

Già, e vedo che ora qualcuno si propone di partecipare last second alle primarie, anche se avrebbe dovuto annunciarsi entro e non oltre il 24 ottobre 2014.

E quindi?

E quindi non me importa nulla: riapriamo le liste a chiunque lo desideri e muoviamoci. Ma altri rinvii, no.

I candidati "last second" sono i deputati Marco Di Lello e Gennaro Migliore.

Dopo mesi di letargo, ora esce qualcuno. Quante stupidaggini, quanta ipocrisia. Mi sembra un circo equestre. L’ho già detto: manca solo uno con il naso da pagliaccio e il quadro è completo.

Entrambi però sono sulla linea dell’ennesimo rinvio e i vertici regionali dell’intero centrosinistra concordano.

Io posso solo chiedere scusa ai cittadini per l’ennesima buffonata.

La linea ufficiale è che il primo febbraio si sarà in pieno caos Quirinale.

Ma che c’entra il nuovo presidente con la Campania? Troppo spesso la politica si riduce a cialtroneria e farabuttismo e io mi vergogno, provo rabbia perché la mia dignità conta più dei partiti.

Deve prendersela con Matteo Renzi.

E perché mai?

Suvvia, nei suoi piani lei e l’altro candidato forte, Andrea Cozzolino, dovevate ritirarvi in favore di Migliore.

Ho letto e leggo di qualche manovra. Ma mi sembra più legata a elementi locali che nazionali. E comunque io non ho mai arretrato, né con il corpo né con lo spirito.

Appunto. Quando pure il premier l’ha capito ha indotto Migliore alle primarie e il centrosinistra regionale al rinvio.

Senta, eventuali mandanti e mandatari non mi interessano. Non temo nulla, nemmeno i brogli, di cui è piena la letteratura. E sa perché? Io convincerò i cittadini a votare contro lo schifo del centrodestra e di parte del centrosinistra. E quando alle urne arriveranno decine di migliaia di persone, i 4-5 mila voti potenzialmente comprabili non avranno alcuna influenza sul risultato finale.

Lei è sicuro di sé.

Se lo mettessero in testa: io parteciperò alle primarie anche con una gamba sola.

Questo è più che chiaro. Ora sia ugualmente sincero: quanto è pentito di aver lasciato i bersaniani per diventare renziano?

Io? Storicamente è Renzi a essere deluchiano. Peraltro della prima ora...

Questa è bella. Proprio bella.

Non c’è nulla da ironizzare. Fui il primo ad accusare la nostra nomenclatura.

E come?

Definendola "la corporazione delle  anime morte". Poi è arrivato Matteo, che ha avuto il coraggio di smuovere la palude in cui c’eravamo infilati. Per questo sostengo il suo sforzo di cambiamento. A patto che il Pd continui a chiamarsi Partito democratico e non Partito doroteo.

Il termine "doroteo" è spesso sinonimo di "immobilismo". Ecco: nel Pd, e non solo in Campania, sembra che il dibattito politico sia fermo alle primarie, intorno alle quali ruotano proteste e veleni. Di programmi non si parla mai.

Ah, questa è un’accusa che a me proprio non si può fare. Il mio programma è in campo da settimane, nero su bianco sul mio sito, composto dalla migliore classe dirigente campana durante una grande iniziativa pubblica, "La terra delle idee".

La prima cosa che farebbe un minuto dopo l’elezione a governatore?

Non una, ma dieci cose: ambiente, turismo, trasporti, urbanistica e così via; offro soluzioni concrete, tutte indirizzate per costruire lavoro.

Sì, ma le chiedevo una cosa concreta.

E io le rispondo: debellerò la sottocultura della mummificazione, del non fare nulla. Così Salerno è diventata un modello per l’intera regione. Allo stesso modo la Campania diventerà un modello per l’intera Italia: romperò il legame tra burocrati, politici e magistrati...

A proposito di magistrati: lei è inseguito dai pubblici ministeri. Una sentenza è prevista in questi giorni. In caso di condanna si candiderà lo stesso?

Certo. Anzi, tutti coloro che provano a fare sciacallaggio sulle mie vicende giudiziarie, sappiano che ne vado orgoglioso. Mi si accusa di voler cambiare il volto di Salerno, di volerla farla entrare nella contemporaneità attraverso lo straordinario progetto del Crescent. Mi si accusa, insomma, di essere coraggioso.

E la legge Severino?

Per le vicende in questione non mi tocca. E comunque, sia chiaro, la Severino è una vergogna, un’oscenità, andrebbe abolita im-me-di-a-ta-men-te. Tra l’altro, provoca casini. Guardate il sindaco di Napoli: prima sospeso, poi reintegrato…

Fermo. Lei sta cercando anche i voti di Luigi de Magistris. O sbaglio?

Io cerco i voti di chiunque, a patto che aderisca al mio programma e sia contro i poteri criminali e il mercato della politica.

Lei, però, da sindaco di Salerno ha spesso criticato Napoli e i napoletani. Come pensa di recuperare i loro voti?

Io non ho mai insultato, al massimo ho provocato per stimolare la città. Napoli è il volto dell’Italia nel mondo, il suo rilancio significa il rilancio dell’Italia intera. Io intendo promuoverlo con tutte le mie forze. Purtroppo i vari governatori, quasi tutti partenopei, l’hanno finora abbandonata al suo destino. I napoletani sanno che i nemici di Napoli sono dentro Napoli.

Il gioco di parole funziona, però la città le resta ostile.

Questa è una leggenda metropolitana. Le mie sono provocazioni così apprezzate che già nel 2010 quasi battevo Stefano Caldoro a casa sua.

Ma poi ha perso le elezioni. E ha rinunciato al ruolo di capo dell’opposizione per tornare nella sua Salerno.

E ho fatto bene. Ho rinunciato a un lauto stipendio e al vitalizio, trovatene uno come me e lo abbraccio, così non mi sento solo... Soprattutto, ora posso rivendicare le cose realizzate. Salerno detiene diversi record in Italia, a partire dalla raccolta differenziata. Caldoro, invece, si è caratterizzato per il nulla..

Lei attacca Caldoro, e ci sta. Però lei è più avversato dal suo partito che dal centrodestra. Circostanza curiosa...

Ah, davvero? Lei dice? Non c’avevo mai pensato prima...

De Luca ironizza e ride di gusto. Contento lui, contenti tutti. O quasi tutti: Renzi no, di sicuro.

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