Redazione

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Lunedi 6 giugno

Il primo turno delle elezioni comunali a Roma si è chiuso con la vittoria ridondante del candidato 5 Stelle Virginia Raggi al 35,6%. Al secondo posto il candidato PD Roberto Giachetti al 24,6%. Sono questi dunque i nomi che si contenderanno la poltrona di sindaco al ballottaggio del 19 giugno. Fuori dalla partita Giorgia Meloni (FdI) che ha raccolto il 20,7%.

8:15 - A 2117 sezioni scrutinate su 2600 il M5s risulta essere il primo partito a Roma, con una percentuale che si attesta al 35,6%. Alle comunali del 2013 era al 12,82%, quindi ha quasi triplicato le preferenze. Crollo del Pd, che si attesta al 17,2% contro il 26,26% delle comunali del 2013 e il 43,07% delle Europee. Fdi arriva al 12,3%, raddoppiando i consensi delle comunali del 2013 (5,93%) e delle Europee (5,32%). Crollo per Forza Italia al 4,2% contro il 13,46% delle Europee.

7:30 - 1800 su 2600 le sezioni scrutinate - Virginia Raggi del Movimento 5 stelle, è al 35,6% con 315.621 voti. Con lei se la vedrà al ballottaggio Roberto Giachetti del Partito democratico, al 24,6% (218.199 voti). Giorgia Meloni di Fratelli d'Italia, appoggiata dalla Lega, resta al 20,7% (183.933 voti); segue Alfio Marchini, appoggiato da Forza Italia, con il 10,7% delle preferenze (95.300 voti); e Stefano Fassina con il 4,4% delle preferenze (39.433 voti)

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Domenica 5 giugno

Alle 19 secondo i dati forniti dal Campidoglio a Roma l'affluenza alle urne per elezioni comunali era del 39,9%. Un dato emerge su tutti: il candidato del M5S Virginia Raggi ha staccato sia il candidato del Pd Roberto Giachetti sia quello di destra Giorgia Meloni.

Le prime proiezioni: Virginia Raggi (M5S) 36,3%, Giorgia Meloni (FdI) 23,3%, Roberto Giachetti (PD) 22,4%, Alfio Marchini 10,4%.

I primi exit poll vedono Virginia Raggi (M5S) in netto vantaggio: 33-37%. Seguono Roberto Giachetti (PD): 22-26%, Giorgia Meloni (FdI): 18,5-22,5%, Alfio Marchini: 10-14%, Stefano Fassina 3-6%.

22:48 - A pochi minuti dalla chiusura delle urne, Matteo Renzi è già nella sede nazionale del Partito democratico in largo del Nazareno a Roma. Il presidente del Consiglio e segretario del Pd attenderà i risultati del primo turno delle amministrative con i vertici del partito e diversi membri della segreteria. Sono attesi al Nazareno il presidente Matteo Orfini, i vicesegretari Lorenzo Guerini e Debora Serracchiani, il ministro della Pubblica amministrazione Marianna Madia, il capogruppo alla Camera Ettore Rosato. Tra i membri della segreteria sono presenti Ernesto Carbone, Emanuele Fiano, Chiara Braga, Alessia Rotta.

22:30 - Sono circa 160 i giornalisti e foto operatori accreditati per seguire lo spoglio delle comunali a Roma al comitato elettorale di Virginia Raggi, candidata sindaco di M5S. Qualche malumore si è registrato per le ridotte dimensioni della sala stampa nell'edificio in zona Ostiense. Raggi dovrebbe arrivare intorno alle 22.30, secondo quanto si apprende, ma non è previsto che faccia dichiarazioni sugli exit poll delle 23, alla chiusura dei seggi, fa sapere il suo staff. Per parlare aspetterà che ci siano i primi dati reali attendibili, intorno all'una di notte. Sono attesi al comitato elettorale M5S anche i membri del direttorio nazionale Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista, assieme ad altri parlamentari romani.

Durante la mattinata

"Il Comune di Roma ha sbagliato nello stampare le liste elettorali affisse all'interno dei seggi e quindi la coalizione che sostiene Giorgia Meloni sindaco non è identificabile: mancano, infatti, il nome del candidato sindaco e quello del candidato presidente del municipio sopra i partiti e le liste che li sostengono. Sotto i loro nomi infatti compare solo una lista rispetto a quelle che ci appoggiano e, così come sono messe, le altre liste sembrano appoggiare candidati sindaci diversi da Giorgia Meloni e dai presidenti di municipio designati".

Lo dichiarano in un nota congiunta le liste della coalizione che appoggiano Giorgia Meloni sindaco: Fratelli d'Italia, Noi con Salvini, Partito Liberale, Federazione Popolari e Liberta', lista civica Con Giorgia.

"È stata immediatamente fatta presente al dirigente del servizio elettorale la scorrettezza e la disorganizzazione totale del Comune - aggiungono - cui si devono aggiungere file chilometriche davanti agli uffici preposti per ritirare la tessera elettorale a fronte di mesi trascorsi invano per spedire a casa dei cittadini ogni informazione e magari la stessa nuova tessera. Il Comune da parte sua ha fatto sapere che non essendoci piu' il tempo materiale per far ristampare le liste, l'unica soluzione che puo' praticare è quella di aggiungere a penna il nome del candidato sindaco e del municipio, comunicandolo ai vari seggi. Ma la toppa messa è peggio del buco perchè lasciare che i presidenti scrivano a penna il nome del candidato sindaco, apre a una serie di altri possibili errori. Ci riserviamo perciò di valutare le azioni legali per questo fatto sconcertante che rischia di falsare il risultato, incidendo negativamente soprattutto sugli elettori più fragili".

Raggi scatta selfie

Assedio di giornalisti e fotografi, invece, al voto della candidata M5s Virgilia Raggi, che ha votato nel primo pomeriggio nel seggio di via delle Maestre Pie Filippini, nella periferia ovest della capitale. Raggi, dopo aver votato, ha voluto scattare lei stessa una foto agli operatori che la riprendevano con il suo telefono cellulare e ha detto: "Adesso la foto la faccio io, siete veramente troppi. Questa ce la ricorderemo"

Berlusconi in gran forma
Tra i big in campo per sostenere i loro candidati nella corsa alle amministrative non poteva mancare Silvio Berlusconi, presidente di Forza Italia, che dopo tre anni di interdizione dai pubblici uffici e dopo aver spostato la residenza da Arcore a Roma, nel settembre del 2013, torna a votare per il rinnovo del Campidoglio.

L'interdizione, fino alla primavera scorsa, era scattata dopo la condanna definitiva per frode fiscale nel processo Mediaset-diritti Tv. Arriva in auto nel seggio del Liceo Classico Visconti, in Piazza del Collegio Romano, nel centro storico di Roma e a pochi passi da Palazzo Grazioli. Accanto a lui la compagna Francesca Pascale.

Prima di entrare si intrattiene con i giovani che lo aspettavano: "Per chi votiamo oggi, ragazzi? Per la Raggi? È carina, no? Poi del Comune sa tutto. Ha fatto anche l'avvocato matrimonialista... O per Giachetti, che era un radicale?". Suscita qualche risata di approvazione, ma il nome di Marchini, che sostiene, non lo fa mai: "Questi non saprebbero nemmeno da che parte si comincia. E, se per caso vengono fuori loro, bisogna dire che i romani hanno votato senza coscienza. Bisogna votare per competenza, non per simpatia partitica".

La "simpatia partitica" è la croce romana di Berlusconi: Alfio Marchini, nipote di omonimo nonno partigiano che fu alla guida della resistenza della capitale, fino all'appoggio di Forza Italia (arrivato solo all'inizio di maggio) aveva impostato tutta la campagna elettorale sullo slogan "Libero dai partiti". Il Cavaliere attraversa il cortile del Visconti camminando accanto alla fidanzata. La perde un attimo di vista, "Dov'è Francesca?" "Eccomi, amore", le prende la mano e si ferma a controllare la lista di Forza Italia prima di entrare nell'aula del seggio, assalito dai fotografi.

"Ho fatto il mio dovere", dice lei dopo il voto, tirando un sospiro di sollievo, mentre lui si ferma a salutare una suora. Irrinunciabile per il leader azzurro l'occasione per ricordare a tutti la sua via crucis giudiziaria. Una sopravvivenza a 73 processi che definisce "eroica". "Pensate che invece di andare a donne ho trascorso tre pomeriggi alla settimana con i miei avvocati. Non vorrei che qualcuno pensasse..." e toccata ammiccante al lobo dell'orecchio sinistro. "Su quello non c'è pericolo, presidente", è la risposta in coro dei giovani simpatizzanti. (ANSA)

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