Regione Lombardia: scatta il vitalizio

Il 21 ottobre i consiglieri conquisteranno l'agognato diritto. Un decreto lo stoppa, ma va approvato. Come finirà?

Il Consiglio Regionale della Lombardia (Credits: Gian Mattia D'Alberto / LaPresse)

Andrea Soglio

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Sono giorni di tempesta per Roberto Formigoni e la Regione Lombardia. Giorni che però se rischiano di fermare il lavoro del Pirellone non stoppano il conto alla rovescia che dovrebbe garantire ai consiglieri di questa legislatura il "vitalizio", insomma una bella pensione per tutti. E lo zero è quanto mai prossimo

Il 21 ottobre infatti, scadranno i 30 mesi di incarico, la barriera che darebbe il diritto all'assegno mensile di almeno 1300 euro, a partire dai 60 anni. Per una spesa complessiva delle casse regionali di 6 milioni di euro l'anno.

Abbiamo però utilizzato il condizionale perché il vento dei tagli alla politica ed i malumori della gente in questo periodo di crisi hanno portato mesi fa il Governo Monti a studiare un decreto apposito che cancellerebbe (secondo condizionale) proprio questo privilegio. La norma dei "tecnici" prevede l'innalzamento dei tempi (da 30 mesi di legislatura a 10 anni) e l'innalzamento da 60 a 66 per la sua riscossione.

Il problema è che il decreto deve però essere convertito in legge. e la cosa, seppur a parola dovrebbe passare all'unanimità, è molto più semplice a dirsi, che a farsi. Sono in molti infatti a sostenere che una parte, quella cioè dei controlli "preventivi" della Corte dei Conti sui bilanci degli Enti Pubblici, sia una vera e propria assurdità. Non si escludono sorprese quindi al momento della votazione in Parlamento.

Come finirà? Ai posteri l'ardua sentenza. Non ci resta che fidarci allora delle dichiarazioni di singoli consiglieri regionali lombardi o dei vari gruppi. Primo tra tutti Gabriele Sola, dell'Idv che ha firmato e protocollato le sue dimissioni da consigliere proprio per il giorno 20, in modo da non raggiungere il limite e maturare il diritto al vitalizio. C'è poi il Pd che lunedi ha diramato una nota con la quale ufficializzava la rinuncia. Anche la Lega Nord ha fatto simile annuncio. Ricordiamo anche che una Legge Regionale Lombarda è stata già approvata sul tema e prevede la cancellazione del vitalizio e la riduzione dell'idennità (una delle voci della busta paga) dei consiglieri regionali del 10%. Norme che però entreranno in vigore solo dalla prossima legislatura senza alcun valore retroattivo.

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