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Quirinale: Mattarella taglia gli alloggi di servizio

I 58 appartamenti della presidenza della Repubblica andranno solo ai dipendenti reperibili. Gli altri lasceranno entro il 2017

Palazzo del Quirinale

Palazzo del Quirinale, Roma – Credits: ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Drastico taglio del Quirinale sugli alloggi di servizio: a settembre, per volontà di Mattarella, sarà rivisto l'elenco dei dipendenti che attualmente occupano i 58 appartamenti che la presidenza della Repubblica possiede nella zona adiacente al palazzo del Quirinale, e solo pochi potranno restare.

Dopo la "setacciata", secondo le previsioni che si fanno al Quirinale, la gran parte degli inquilini sarà infatti invitata a lasciare gli alloggi nei quali vivono, in alcuni casi da molti anni.

La rivoluzione voluta da Mattarella prevede che l'appartamento di servizio sia riservato solo ed esclusivamente a quei dipendenti (funzionari o tecnici) che per la natura del loro servizio devono essere immediatamente reperibili. Su tutti gli altri cadrà la mannaia del nuovo regolamento e dovranno traslocare entro la fine del 2017.

Gli appartamenti liberati saranno riutilizzati come uffici o saranno comunque destinati a un uso di interesse pubblico, obiettivo al quale Mattarella tiene molto, specie dopo l'apertura ai cittadini del palazzo del Quirinale. Con i tagli messi in cantiere, sottolineano al colle, ci sarà anche un notevole risparmio di denaro pubblico.

Il decreto presidenziale

A disciplinare la materia è un decreto presidenziale (il numero 14/N) varato dal segretariato del Quirinale lo scorso 6 agosto: il provvedimento mette ordine in una prassi che vede da molti anni risiedere negli appartamenti quirinalizi numerose persone che con le nuove regole non avranno più titolo per restare.

D'ora in poi gli alloggi di servizio saranno assegnati "sulla base di criteri obiettivi" a quei dipendenti che svolgono funzioni cruciali, che comportano  "esigenze di reperibilità, flessibilità e prolungamento della presenza in servizio oltre l'orario di lavoro". Costoro dovranno versare un canone che, pur restando sotto il livello di quello di mercato, sarà però aumentato del 20 per cento rispetto a  quello versato attualmente.

I nuovi canoni

Un aumento più consistente è previsto per gli inquilini che non rientreranno nella lista di chi ha i requisiti per restare e che dovranno lasciare i loro appartamenti entro il 2017. Il Quirinale si è rivolto all'Agenzia del Demanio per stabilire, per ogni appartamento, quale debba essere essere il canone di affitto da applicare ai dipendenti: il prospetto preparato dal Demanio va dagli 821 euro per un appartamento di 25 metri quadrati ai 4.533 per un appartamento di 224 metri quadrati.

Nel 2016 i dipendenti "sotto sfratto" dovranno pagare una somma pari al 30 per cento del nuovo canone, che salirà al 60 per cento dal primo gennaio 2017. Entro la fine di quell'anno, gli inquilini del Quirinale senza requisiti dovranno traslocare, in modo che gli appartamenti siano completamente liberi dal primo gennaio del 2018.

I palazzi e le spese

Una volta completato il piano, a quanto si apprende, dovrebbe essere interamente liberato il palazzo San Felice, in via della Dataria, oltre a buona parte degli altri palazzi nei quali sono situati gli alloggi di proprieta' del colle. Le nuove regole riguardano anche i consiglieri del Quirinale, la ristretta cerchia degli "uomini del presidente" che assiste il capo dello Stato nel suo compito.

Ad essi erano tradizionalmente assegnati appartamenti di rappresentanza di ampia metratura (il più grande è un appartamento di 800 metri quadrati in via della Dataria, appannaggio del segretario generale). Con l'arrivo di Mattarella, tutti i consiglieri, a partire dal segretario generale Zampetti, hanno rinunciato all'assegnazione dei prestigiosi appartamenti.

Secondo il decreto appena varato, ai consiglieri potranno invece essere assegnati piccoli appartamenti ad uso foresteria, da utilizzare in caso di necessità legate al servizio. I consiglieri dovranno però impegnarsi a non trasferirvi la residenza e a non portarvi la famiglia; inoltre dovranno  pagare di tasca propria tutte le utenze (acqua luce, gas ecc.), che finora erano saldate per metà dal Quirinale.   

Cambiano le regole anche per i posti auto: finora i dipendenti assegnatari di un appartamento del Quirinale avevano a disposizione diversi posti per parcheggiare; d'ora in poi solo il primo sarà gratuito, gli altri bisognerà pagarli 150 euro al mese. 

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