Sulle primarie di Roma piomba il diktat di Vendola: "Sel si ritiri". Ma una candidata si rifiuta

Parla Gemma Azuni che ha detto "no" all'ordine imposto dall'alto di sostenere Ignazio Marino del Pd

Gemma Azuni firma la carta d'intenti di Roma Bene Comune

Redazione

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A Vendola vorrei direi che non ho apprezzato il mancato rispetto che mi è stato riservato nel suo comunicato di sabato scorso dove, rivolgendosi all’altro candidato Luigi Nieri e a Sel Roma, non mi ha neanche nominato. Ma me ne farò una ragione”.

Nella corsa alle primarie per il candidato di centrosinistra a Sindaco di Roma, a rompere le uova nel paniere di Pd e Sel ci pensa Gemma Azuni, capogruppo in consiglio comunale e ormai unica candidata di Sel all'appuntamento del 7 aprile. Disobbedendo al diktat del suo presidente, la Azuni ha sparigliato i tentativi di accordo tra i due partiti e svelato il vero volto di Nichi Vendola, quello, a suo dire, di chi “non tiene più in considerazione l’alto valore democratico delle primarie”.

Ma cosa è successo? Sabato scorso, verso le 19.30, Vendola chiede, attraverso un comunicato, il ritiro di Sel Roma dalle primarie per sostenere Ignazio Marino, uno dei candidati Pd. Vendola cita Luigi Nieri, consigliere regionale uscente, ma non la Azuni la quale, a differenza di Nieri, decide di rispedire la richiesta al mittente.

Perché ha deciso di disobbedire?

Forse il mio presidente lo ha dimenticato, ma lo strumento delle primarie è stato fortemente voluto non solo da Pd e Psi ma anche dalla stessa Sel. Se ho deciso di sottrarmi all’invito di Vendola è perché evidentemente credo in questo strumento. Senza contare che a sostegno della mia candidatura sono state raccolte circa 9mila firme, quasi il doppio di quelle di tutti gli altri partecipanti, e io non posso dimenticare tutte le persone che hanno contribuito e che meritano rispetto.

Perché Vendola e Sel Roma hanno deciso di appoggiare il candidato di una delle correnti Pd?

Credo perché Ignazio Marino viene considerato il candidato con più chance di vittoria. Tuttavia si tratta di una decisione mai condivisa a nessun livello di partito. Solo ieri, all'indomani della mia firma della carta d'intenti di Roma Bene Comune, si è svolta un'assemblea di Sel Area metropolitana in cui è stato formalizzato, da solo un terzo degli aventi diritto di voto, l'appoggio a Marino e l’ulteriore invito a ritirare la mia candidatura.

Quando e come ha saputo che Nichi Vendola chiedeva a lei e all'altro candidato di Sel, Luigi Nieri, di fare un passo indietro per appoggiare Marino?

Sono stata contattata intorno alle 19.30 dal mio comitato elettorale che aveva visto in agenzia il comunicato di Vendola. Ma ricordo che il mio nome non era presente nel comunicato.

Prima di diffondere il comunicato Vendola ha chiamato Nieri ma non lei. Vi siete sentiti almeno in seguito?

Assolutamente no. Io ho cercato di contattarlo già sabato sera, l'ho chiamato, gli ho mandato un sms, ma ad oggi non ho ricevuto alcuna risposta.

Perché secondo lei?

Io ho il grande sospetto che Vendola non sappia né chi sono né quali battaglie ho combattuto e spesso anche vinto, da capogruppo di Sel, contro la giunta Alemanno: da Scandalopoli, a quella sulla parità di genere negli organismi dell'amministrazione capitolina e nella giunta comunale, alla battaglia contro la privatizzazione di Acea, sull'urbanistica, sull'ambiente. Evidentemente tutto ciò non è bastato a ispirare al mio presidente di partito l'idea di mettersi in contatto con me.

Pensa che per convincerlo a farsi da parte, a Nieri sia stata offerta in cambio una qualche poltrona da assessore nella prossima giunta?

Non lo penso e mi auguro che non sia così.

Nel rifiutarsi di uscire dalle primarie, qualcuno ci legge un interesse del tutto personalistico che rischia di danneggiare il centrosinistra. Come risponde?

Chi parla di “interessi personalistici” evidentemente non conosce la mia persona e il mio lavoro, dal quale non ho mai avuto nulla da guadagnare se non i 1.327 euro che percepisco come consigliera comunale e che spendo in buona parte in benzina per viaggiare da Vitina (vicino Ostia ndr), dove abito, al Campidoglio dove trascorro circa 10, 12 ore ogni giorno.

Non teme, a questo punto, di poter essere cacciata dal suo partito?

E perché mai? Poco meno di 15 giorni fa l'assemblea aveva condiviso la partecipazione di due esponenti di Sel alle primarie, quindi non credo proprio che mi possano cacciare perché oggi mi rifiuto di farmi indietro.

Crede che la decisione di Vendola di far appoggiare da Sel un candidato Pd, sia uno dei segnali di una vicina fusione in vista delle prossime elezioni nazionali?

Questo è un sospetto che hanno molti. Ma credo che un eventuale ingresso nel Pd debba essere oggetto di confronto a tutti i livelli del partito. E se qualcuno pensa di poter decidere in maniera verticistica, sappia che molti compagni di Sel non sono assolutamente d'accordo.

Il suo partito non la sostiene, addirittura la rinnega, non ha mai pensato, in questi giorni, di andarsene?

Assolutamente no. Io sono di Sel, ho aderito a questo partito con convinzione e ci sono rimasta nonostante i numerosi e ripetuti inviti a entrare nel Pd con ruoli di altissimo livello. Un ex segretario nazionale tempo fa si disse disposto a offrirmi tutto quello che avrei voluto. Io rifiutai perché la mia coerenza è sempre stata totale. Ora mi dicano, il mio presidente e tutti i dirigenti a livello locale, se me ne devo andare, io certamente per mia scelta non lo faccio.

Ma hanno ancora senso le primarie quando si rivelano così pilotate dall'alto?

Io mi auguro di sì perché si tratta comunque di un momento di alta partecipazione e democrazia. E se anch'io mi fossi ritirata per Sel sarebbe stato un errore politico gravissimo.

Perché ha proposto di non far pagare agli elettori i famosi 2 euro?

Perché oggi con la crisi che corre molte persone, come qualcuno mi ha scritto su Fb, con 2 euro ci mangiano. E la partecipazione deve essere aperta il più possibile. Ma la cosa che mi interessa di più è raccogliere la richiesta di molti di conoscere la destinazione dei soldi raccolti.

Qualcuno la definisce la “grillina di sinistra”. Ci si riconosce?

Non sono una grillina, sono di Sel. Ma sono una persona che ha anche un'autonomia di pensiero.

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