Politica

Pene per l'evasione: le novità nella delega fiscale

Niente processo penale per chi evade fino a 150 mila euro e valuta i beni fino al 10% in meno rispetto ai criteri di bilancio

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Il Ministro dell'Economia Piercarlo Padoan – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

È l'articolo 4 della delega fiscale a far discutere (e non poco) la politica nelle calde giornate agostane. L'articolo stabilisce nuove soglie di evasione al di sotto delle quali non sarà necessario processare penalmente l'evasore. E le soglie sono in rialzo. Precisamente: da 50 mila a 150 mila euro. In più, non saranno più punibili errati criteri di valutazione del valore dei beni (attivi e passivi) rispetto ai criteri stabiliti nel bilancio o in altra documentazione rilevante ai fini fiscali. Infine, si aggiunge che in ogni caso, non sono punibili valutazioni singole che differiscano meno del 10% rispetto al valore corrente.

Insomma, gli evasori possono stare più tranquilli. Potranno evadere di più e valutare meno i loro beni fino al 10% ricavandone ulteriori vantaggi fiscali e non essere perseguiti penalmente.

Le contestazioni maggiori sono arrivate dal M5S e dalla minoranza Pd, ma anche dai sindacati. "La scelta di elevare da 50.000 a 150.000 euro l'importo dal quale scatta il processo penale e la non punibilità di dichiarazioni che differiscono del 10% - sostiene il segretario confederale della Uil, Domenico Proietti - rappresenta un intervento che incentiva invece di combattere l'evasione fiscale. Questo provvedimento è vergognoso e inaccettabile. Soprattutto per i lavoratori e i pensionati che prima pagano le tasse e poi prendono lo stipendio e la pensione. Il governo - conclude - deve, in occasione dell'emanazione definitiva del decreto, eliminare questi regali agli evasori e sferrare un deciso contrattacco che è l'unico modo per recuperare le risorse preziose per la nostra economia e sanare il vulnus democratico rappresentato dall'evasione".

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