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(Ansa)
Politica

Doveva rottamare il Pd, invece sono i «dem» che stanno rottamando elly Schlein

Stamane vi abbiamo proposto l'analisi di Lorenzo Castellani che, ottimamente come sempre, evidenziava come il tira e molla sulla candidatura alle prossime elezioni europee del 8 e 9 giugno di Elly Schlein fosse la rappresentazione chiara e massima della mancanza di leadership della segretaria del Pd.

Quello che però sta emergendo è una realtà che rischia di far precipitare la situazione e la posizione della giovane paladina della nuova sinistra che doveva rovesciare il Nazareno come un calzino e che invece rischia di vederlo (intendo la sua postazione di comando) con il binocolo. Perché la voce che gira tra i «dem» bene informati è che sia in preparazione un piano diabolico, di quelli che rendono il Partito Democratico la cosa più divertente del mondo politico italiano.

La candidatura alle prossime europee infatti non sarebbe più una vetrina internazionale per la Schlein ma il suo «benservito» regalato sai suoi stessi colleghi di partito. In pratica, il seggio (protetto) che la segretaria con l'armocromista porterebbe a casa non passerebbe poi al primo degli esclusi, come da prassi dei leader di partito, ma dovrebbe vedere Elly sedersi proprio al suo banco di Bruxelles, qualche migliaia di km di distanza dal suo ufficio romano.

Che non siano solo voci di chi non la sopporta dentro il suo partito è comprovato da alcuni indizi che lasciano poco spazio ad alternative. Il primo è che Romano Prodi, uno dei pochi che ancora credono fortemente in lei, non a caso continua a consigliarle di NON scendere in campo in prima persona, restando in difesa, a protezione della sua poltrona romana.

Secondo indizio è il ritorno in patria di Gentiloni; l'attuale commissario all'Economia ha detto un chiaro no ad un altro mandato nella Ue. Le sue mire sono italiane, anzi, ad essere precisi, proprio romane. Il suo infatti, è il «nome forte» su cui punta una bella fetta del Pd per cambiare la rotta di un partito che non ha avuto la svolta sperata con Elly Schlein alla segreteria.

Ci sono poi delle autentiche «perle» di comicità politica dietro a questo clamoroso tranello che sarebbe in preparazione per la segretaria. C'è chi infatti arriva a dire che la vera sfida politica non sia a Roma ma proprio in Europa dove «La democrazia è sotto l'attacco di quell'onda nera che s'intreccia con un antisemitismo dilagante, drammaticamente pericoloso, cui qualcuno contrappone l'islamofobia...». Insomma, spedire la Schlein a Bruxelles non sarebbe una cacciata, una punizione, ma addirittura un attestato di stima dato che l'attuale segretaria verrebbe messa a combattere contro i nemici più pericolosi, nel luogo più pericoloso. Insomma, una novella Giovanna D'Arco.

La realtà è differente.

La realtà è che c'è soprattutto una persona nel mondo politico, che spera e si augura in un proseguio della segreteria Schlein per il Pd. Si tratta di Giorgia Meloni. Elly è la migliore garanzia di durata per il governo di centrodestra fino alla fine della legislatura. certo, ad essere onesti non è che Gentiloni preoccupi anche lui più di tanto, ma Elly proprio non costituisce pericolo o problema. E forse è proprio per quello che la vogliono cacciare. Al momento con le buone...

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Andrea Soglio