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(Ansa, Edoardo Frittoli)
Politica

Le pagelle ai leader politici esteri per il 2020

Erdogan, Putin, Joe Biden e Donald Trump, Macron e la Merkel. esperti di politica estera giudicano i grandi leader. Ecco promossi e bocciati

Per tutto il mondo il 2020 sarà ricordato come l'anno della pandemia, una catastrofe che ha condizionato fortemente le politiche nazionali ed internazionali mettendo i leader del mondo davanti a scelte difficilissime e non previste. Abbiamo così chiesto ad alcuni esperti di politica estera di fare come a scuola, dando voti e giudizi alle persone più potenti del mondo


Vittorio Emanuele Parsi

Biden voto 8

Grande speranza, dal nostro punto di vista europeo. Biden è un multilateralista aperto alla grande sfida climatica e del medio oriente e viene da una lunga tradizione di politica estera e del senato non come quello scappato di casa di Trump. La peggior America è la miglior Cina.

Trump, Voto 3

Era il presidente degli Stati Uniti, voleva fare un America grande ma non ci è riuscito. La sua politica interna è stata una disastro basti vedere gli effetti della pandemia negli Stati Uniti. Ha spaccato il paese in due e se l'economia è cresciuta non dipende dalla politica della Casa Bianca.

Putin voto 5

Il presidente russo è in parabola discendente da una presidenza che dura da tre lustri e che non si sa nemmeno quando finirà. La crisi in corso sul petrolio lo ha privato di molte risorse. L'incognita è cosa succederà alla Russia quando non ci sarà più Putin.

Xi Jinping voto 5

Anche lui è un altro leader autoritario che non ha espresso nulla. La Cina è un paese che difronte all'emergenza si è trovato in grande difficoltà

Macron voto 8

Chiude quest'anno meglio di come lo ha aperto. Sulla questione del capitalismo Macron ha rilanciato l'unita europea. È stato più imbrigliato e meno devastante con una maggiore solidarietà ed una visione europea forte.

Merkel voto 10

Di gran lunga è andata dove nessuno si sarebbe aspettato. Lei in questo mondo di uomini con l'acquisto di donne ha cambiato l'agenda politica della nazione non come l'Italia che è un paese di misogini.

Erdogan voto 4

È un leader con consistenti problemi economici e che ha una politica ambiziosa e arrogante. Un apprendista stregone con grande appetito e denti guasti. Tutti i leader autoritari si trovati in difficoltà difronte al covid, Anche il capitalismo si è trovato in grande difficoltà mentre la democrazia ha reagito meglio.

Anna Mazzone (inviata Esteri Tg2)

Biden voto 10

Cominciamo dagli Stati Uniti dove il ticket Biden/Harris è inscindibile. I due vanno sempre in coppia, come le ciliegie. Non hanno ancora fatto nulla, ma il semplice fatto di avere vinto le elezioni del 3 novembre li ha catapultati immediatamente sulla copertina di Time come uomo (e donna) dell'anno.

Per questo si meritano un 10, ovviamente da dividere per due. Hanno condotto una campagna elettorale livorosa e noiosa. La loro vittoria è segnata da pesanti accuse di brogli, a cui credono più della metà degli Americani, anche quelli non di fede trumpiana. Sostenuti dal mainstream, che li ha incoronati ancora prima di finire di contare i voti, sono delle icone vuote, frutto della politica degli ultimi 50 anni e legati a quel sistema di potere che si è allontanato sempre più dal popolo, tranne quello cinese. Per questo il loro tandem non fa ben sperare per il futuro.

Trump voto 9

Un 9 pieno, per come ha risollevato l'economia USA negli ultimi 4 anni, portando la disoccupazione a un livello più basso di quando alla Casa Bianca c'era Obama. Trump è stato il primo presidente americano degli ultimi 50 anni a non scatenare una guerra in giro per il mondo e si è concentrato a battere sul campo economico lo strapotere della dittatura Cinese.

Peccato che non abbia seguito il suo stesso consiglio, quello dato ai Repubblicani durante le presidenziali del 2012,: occhio ai brogli in Pennsylvania! Diceva su Twitter. Profetico!

Merkel voto 5

La Mutter della politica tedesca chiuderà senza brillare il suo lungo corso da Cancelliera, iniziato nel 2005. Già prima della pandemia la locomotiva tedesca cominciava a rallentare. Adesso si prevede un inverno nero per le finanze teutoniche. Aumento della disoccupazione, Pil in caduta libera e migliaia di persone in piazza contro l'obbligatorietà dei vaccini e la perdita delle libertà personali. La Cancelliera per quest'anno si aggiudica un 5.

Macron voto 4

La Francia è a pezzi e sembra che ora se ne accorga pure lui. Icona del neoliberismo selvaggio, ha progressivamente tagliato il Welfare, a cominciare dagli ospedali e dalle pensioni. Ma non ha ottenuto grandi risultati, e l'economia francese ha continuato a cadere a picco. L'esplosione del Covid lo ha doppiamente investito e, se prima in piazza scendevano solo i gilet gialli, adesso le giacche sono multicolori. Il suo sorriso sprezzante da eterno ragazzino non convince più nemmeno i Francesi.

Erdogan voto 3

Questo è stato l'anno del Sultano. Incoronato presidente fino all'estinzione fisica, ha raddoppiato i suoi sforzi per aiutare i fratelli musulmani,in tutto il Medio oriente, fino a mettere i boots on the ground anche in Libia. Nemico storico dell'Armenia, ha sostenuto la dittatura azera nell'ultima, tragica guerra in Nagorno Karabakh, e nel mentre le sue navi forzavano i confini greci nel Mare Egeo per aggiudicarsi fette di territorio non suo, ma ricco di idrocarburi. Pronto a scatenare una guerra per rubare il gas ad Atene, con il silenzio assenso della Nato. Voto 3, ovviamente da dividere con l'Alleanza Nord Atlantica.

Xi Jinping voto 10

E' il trionfatore di quest'anno. Wuhan è stata l'epicentro del coronavirus, ma la Cina ha chiuso l'anno con un aumento colossale del suo Pil e il boom delle esportazioni. Mentre il mondo si chiudeva progressivamente nei lockdown a causa del virus, Pechino lo imbottiva di materiali sanitari, dalle mascherine pezzotte ai ventilatori che non si accendono, incassando miliardi e miliardi di euro e facendo segnare un anno record per l'Impero Celeste. Che dire? Voto 10, sperando che sia buono con gli acquisti nel supermercato Italia, dopo essersi già preso i porti di Trieste e Taranto.

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