Tutto iniziò col Mattarellum. E poi Porcellum, Consultellum, Italicum, Democratellum, Verdinellum, Speranzellum, Grechellum, Provincellum, Legalicum, fino all'ultimo nato, il Rosatellum. A ogni legge elettorale o proposta di legge elettorale il suo soprannome con suffisso in "um". Uhm. Quest'uso ricorrente, ridondante e quasi orticante (o ridiculellum) di un eco che richiami il latino risale a Giovanni Sartori

Il politilogo morto il 1° aprile 2017 è stato il primo a usare il termine Mattarellum per indicare la legge elettorale varata nel 1993, dal nome del suo relatore, l'attuale presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Quindi ideò anche l'etichetta Porcellum per la legge Calderoli, definita dal suo stesso promotore Roberto Calderoli una "porcata".

Da allora tra giornalisti, studiosi e politici stessi è stato un imperversare di richiami latineggianti. Con poco gaudium magnum. Qui ripercorriamo alcuni dei principali "latinorum" e relativi sistemi elettorali. 

Mattarellum, la legge Mattarella

Approvata nel 1993 e utilizzata nel 1994 (e poi nel 1996 e nel 2001), la legge Mattarella è stata la prima ad assumere denominazione latineggiante diventando Mattarellum

Introduce in Italia il maggioritario. I parlamentari sono eletti per il 75% in collegi uninominali, per il 25% con proporzionale per chi supera la soglia del 4%.

Porcellum, la legge "porcata" di Calderoli

La legge Calderoli, ovvero il Porcellum. È stato approvato a fine 2005 dal centrodestra. Si ritorna al proporzionale, ma per la coalizione che prende più voti c'è il premio di maggioranza che consente di arrivare al 54% dei seggi.

Al Senato il premio è su base regionale. Senatori e deputati sono eletti in lunghe liste bloccate.

Consultellum, la seconda vita del Porcellum

Il 4 dicembre 2013 la Corte Costituzionale ha dichiarato l'incostituzionalità del Porcellum. Con la sentenza 1/2014 la Consulta lo boccia per le liste bloccate lunghe (ammissibili le corte) e l'assenza di soglia per attribuire il premio.

Riscrive di fatto la legge elettorale: proporzionale puro con una preferenza; al Senato la soglia di sbarramento è all'8%. È il sistema elettorale attualmente in vigore per il Senato

Italicum, secondo Matteo Renzi

L'Italicum è la legge elettorale del 2015, denominata ufficialmente legge 6 maggio 2015, n. 52. Con un voto di fiducia che spacca il Partito Democratico, viene approvata la nuova legge che vale solo per la Camera, visto che la riforma Boschi abrogava il Senato. Viene battezzata Italicum nel 2014 da Matteo Renzi, suo principale promotore, all'epoca segretario del Pd e non ancora presidente del Consiglio.

Introduce il ballottaggio tra le due liste più votate (se nessuna raggiunge il 40%), con la vincente che ottiene il 54% dei seggi. Nei collegi plurinominali i capilista sono bloccati.

Il Democratellum del M5S

Dopo aver chiesto il ritorno al Mattarellum, nel 2014 il Movimento 5 Stelle fa la sua proposta di legge eletterale, chiamata Democratellum, studiata da Danilo Toninelli. Si tratta di un sistema proporzionale nel quale l'Italia è divisa in 42 circoscrizioni: 33 di queste sono di dimensioni tali da favorire i grandi partiti nell'auspicio della governabilità.

La principale distanza dall'Italicum è nell'assenza del premio di maggioranza. Nel 2016 però il M5S difende il mantenimento dell'Italicum.

Verdinellum, la proposta di Ala

Il leader di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, Denis Verdini, lancia il cosiddetto Verdinellum e Massimo Parisi ne presenta alla Camera la proposta di legge nel dicembre 2016. Simile al Mattarellum, ha il 50% dei seggi con collegi uninominali, un premio di governabilità di 90 seggi e il resto proporzionale.

Speranzellum, l'alternativa dem

Lo Speranzellum, nato nel 2016 in seno alla minoranza interna del Pd, è così chiamato perché tra i proponenti c'è il deputato Roberto Speranza, ora membro del Movimento Democratico e Progressista bersaniano. È un sistema misto, che combina insieme il maggioritario a un premio di maggioranza di lista.

Prevede il 75% dei seggi con collegi uninominali, poi 90 seggi al primo partito, 30 al secondo e i restanti ai piccoli partiti.

Italikos o Grechellum

I "giovani turchi" di Andrea Orlando e Matteo Orfini, ovvero i dem critici contro il renzismo, propongono una legge elettorale battezzata Italikos (e quindi Grechellum) in quanto mira a modificare l'Italicum inserendo elementi del sistema greco. Proporzionale e premio di governabilità al partito più votato.

Il Provincellum usato per eleggere le Province

Tornato in auge recentemente, per poi essere bocciato da Renzi poco prima che tornasse leader del Pd, il Provincellum si basa sul sistema elettorale utilizzato per le elezioni provinciali (da qui il nome), come sul sistema in vigore dal 1948 al 1992 per il Senato.

Collegi uninominali ma non maggioritari, bensì con riparto proporzionale dei seggi.

Legalicum, ovvero l'Italicum dopo la Consulta

Nel gennaio 2017 la Corte Costituzionale torna a strigliare i politici legiferanti, dichiarando incostituzionale parte dell'Italicum: con sentenza 35/2017 elimina il ballottaggio. Ne esce il Legalicum, così chiamato dal M5S.

È un proporzionale, con premio di maggioranza a chi supera il 40%. È il sistema ora in vigore per l'elezione della Camera. 

Rosatellum, l'ultimo nato Pd

Il cosiddetto Rosatellum è il nuovo testo base proposto a maggio 2017 dal Partito Democratico. Prende il nome dal capogruppo Pd Ettore Rosato, che lo ha elaborato assieme a Emanuele Fiano, nuovo relatore della legge elettorale. Mira a un sistema misto, 50% dei seggi in collegi uninominali maggioritari e 50% con metodo proporzionale, in listini bloccati da 2 a 4 nomi. 

Fallito miseramente ai primi tentativi di diventare legge, è stato seguito dal Rosatellum 2.0: un sistema elettorale misto con turno unico e soglia di sbarramento al 3% per Camera e Senato. 


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