Politica

Mattarella, l'uomo chiave per il nuovo Governo

Nessuno ha i numeri per governare. Ecco come in questa fase solo il Quirinale può far uscire l'Italia da un vicolo cieco

Sergio Mattarella

Sara Dellabella

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Chi ha vinto non ha i numeri per governare e in queste ore le prove di dialogo si moltiplicano tra stop&go. In questo guado in cui è caduto il Paese all’indomani del 4 marzo, l’unico protagonista è Sergio Mattarella che continua a fare appello al senso di responsabilità dei partiti. Destinatario del messaggio è senz’altro il Pd. Perché al Colle l’ipotesi di un governo guidato da Salvini non piace e l’unica via di uscita sarebbe quella di convincere il Pd a sostenere un governo Movimento 5 stelle.

La partita della presidenza delle Camere

Ipotesi che già da settimane vede impegnati alcuni pezzi del Pd che avrebbero persino trattato per una delle presidenze delle Camere, in cambio dell’appoggio ai grillini. Già, perché l’elezione dei Presidenti dei due rami del Parlamento saranno la cartina tornasole degli esiti dei dialoghi informali che si stanno consumando in questi giorni per comporre le maggioranze parlamentari.

Il Movimento 5 stelle se non vuole sciupare l’occasione del governo del Paese dovrà cedere una delle presidenze a chi oggi è destinato all’opposizione. A meno che il Movimento non sia capace, come lo fu il Pd di Pier Luigi Bersani con la candidatura di Grasso, di presentare un nome di alto profilo capace di attirare i voti anche delle opposizioni.

Non è detto che a quel punto Mattarella non decida di affidare proprio a uno dei due presidenti il primo incarico esplorativo per la formazione del nuovo governo. Perché si sa che tra i due litiganti il terzo gode, anche in politica. La partita delle presidenze è quella decisiva.

I voti mancanti non sono pochi e il Pd ancora non ha deciso cosa fare. Se Renzi e Orlando, per una volta sono concordi sulla necessità di fare opposizione, dall’altro non tutta la truppa dem è concorde soprattutto se questo potrebbe tramutarsi in elezioni anticipate. Una volta conquistato il seggio nessuno ha intenzione di affrontare una nuova campagna elettorale nei prossimi mesi, giudicando la strage che si è appena consumata e un partito da ricostruire dalla base.

Un populismo inedito

L’Europa continua ad osservare l’Italia e a ricordarle che c’è bisogno di stabilità sui conti, che la crescita c’è ma non basta. Senza contare che la vittoria dei movimenti considerati populisti, rappresenta una minaccia e una novità per gli ambienti di Bruxelles. Da giorni i quotidiani francesi parlano del caso italiano e oggi Liberation titola “Quand l’Italie inaugure la «peuplecratie»” definendo l’Italia un “laboratorio politico” dove ha vinto “un populismo inedito che difende le posizioni di sinistra, di destra ed ecologiste”.

Il programma di Mattarella

Quindi, sotto l’imperativo della stabilità, lo stesso Mattarella a partire dall’ultima settimana di marzo potrebbe stilare una serie di punti sul quale i partiti devono impegnarsi: dalla revisione della legge elettorale alla legge di stabilità. La road map delle cose da fare sulle quali costruire una maggioranza possibile. L’incarico sarà affidato a chi avrà dimostrato di aver tessuto una maggioranza sull’elezione dei presidenti delle Camere.

Per ora il favorito sembra essere Luigi Di Maio, ma a quel punto la sua lista di ministri diventerebbe carta straccia e il Pd avrebbe definitivamente rinnegato se stesso.

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