Salvatore Buzzi
Politica

Mafia capitale, cosa conterrà la relazione di Alfano

Giovedì in Consiglio dei Ministri il rapporto del Viminale. Marino intanto rimane alla guida di Roma, mentre infuriano le polemiche

L'atteggiamento è quello della prudenza. Toni bassi, come si dice in gergo, sulla relazione che il Ministro dell'Interno, Angelino Alfano presenterà giovedì al Consiglio dei Ministri sulla situazione di Mafia Capitale e lo scioglimento del comune di Roma che sembra un'ipotesi da scartare.

Scongiurato lo scioglimento per mafia
Chi ha avuto modo di leggerla in anteprima rivela che i toni del ministro sono duri, ma che non c'è il rischio che la Capitale d'Italia venga sciolta per mafia. Certo ad alimentare le attese sulle sorti di Roma, pesano anche le spettacolari esequie riservate al boss dei Casamonica andate in scena pochi giorni fa, senza che nessuna delle istituzioni locali abbia potuto impedire un simile show finendo su tutti i giornali del mondo con un danno alla reputazione della città non indifferente. Ancora una volta chi era predisposto alla vigilanza ha mostrato non avere gli anticorpi necessari per proteggere Roma.

Il Sindaco in vacanza
Inoltre, i romani e parte della politica romana non digeriscono che il Sindaco Ignazio Marino, mentre si decidono le sorti del comune, sia negli Stati Uniti in vacanza. Una mancanza di rispetto verso i cittadini e le istituzioni ritenuta inaccettabile, tanto che sono i renziani stessi, come Lorenza Bonaccorsi, a chiedere un passo indietro del primo cittadino.

La versione più accreditata sull'esito del Consiglio dei Ministri prevede che Marino rimanga al suo posto, con un azzeramento dei dipartimenti coinvolti nell'inchiesta e dove il sodalizio Buzzi – Carminati avevano maggiore influenza. Dalle intercettazioni dei Ros emerge che Buzzi all'interno del Campidoglio fosse così addentrato da avere la capacità di far spostare persone di sua fiducia da un ufficio all'altro.

Roma non verrà commissariata, ma il Giubileo si. In queste poche settimane che ci separano dall'avvio dell'Anno Santo straordinario, il governo che ha promesso a Roma 200 milioni per la realizzazione delle opere e servizi straordinari potrebbe imporre un commissario dei lavori, che molti identificano nel Prefetto Gabrielli.

Tuttavia c'è da dire che il consiglio dei Ministri che dovrà analizzare la relazione di Alfano si svolgerà ad un mese esatto dall'ultimo rimpasto della giunta capitolina, dove il PD nazionale ha avuto già modo di mettere le mani imponendo delle personalità del calibro di Marco Causi e Stefano Esposito che è anche un magistrato. Dalle indiscrezioni dell'ultima ora, lanciate dal quotidiano romano Il Messaggero, nella relazione di Alfano potrebbero esserci delle schede su cento personaggi della rete di Buzzi e Carminati, anche non indagati.

Si tratta soprattutto di politici romani di tutti gli schieramenti che nella loro storia politica hanno incontrato il presidente della Cooperativa 29 giugno, considerata fino al dicembre scorso un fiore all'occhiello per l'intero mondo del terzo settore per quanto riguarda la riabilitazione al lavoro dei detenuti.

Nessuna sorpresa nel destino di Roma. Matteo Renzi non pensa minimamente di accelerare il processo elettorale per scegliere il prossimo sindaco della Capitale. La popolarità di Marino è ai minimi storici e per vincere al Pd, dopo questa bufera, servirebbe un miracolo.
Meglio tirare avanti con qualche aggiustamento fintanto che passi la bufera “capitale”.

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