(Ansa)
Politica

La triste parabola di Matteo Renzi

L'appoggio a Bonafede è un misero baratto politico; la fine di una storia in certi momenti anche brillante ma chiusa nel peggiore dei modi

Alla fine è andata come doveva andare. Matteo Renzi ha abbaiato, poco e nemmeno tanto forte, ma alla fine ha salvato Alfonso Bonafede. O forse ha salvato soprattutto il suo presente politico. Dato che di futuro oramai è impossibile parlarne per l'ex rottamatore, l'uomo che doveva cambiare il Partito Democratico e forse l'intero paese e che si ritrova sempre più solo.

La situazione attuale di Italia Viva e del suo leader infatti è talmente nera che si fa fatica pure a criticarlo. Ormai, ridotto al 2% nei sondaggi, più che rabbia per l'ennesimo giochino di palazzo procura quasi un senso di tristezza come un campione zoppo e lento alla fine della carriera.

Povero Renzi, che non è più lui. Lui che ha fatto cadere governi molto più stabili di questo (chiedere a Enrico Letta), lui che ha distrutto lo storico partito della sinistra italiana riducendo l'intero mondo ad una galassia di micro organismi senza forza, lui che era arrivato al 40% dei consensi prendendo voti anche di liberali, industriali, persone del ceto medio e del mondo delle pmi. Ma ve lo ricordate?

Quando parlava conquistava tutti. Era talmente efficace la sua dialettica (vera arma segreta) che ci ammaliava anche se alla fine abbiamo scoperto che per lo più si trattava di storie fantastiche.

Nel suo intervento al Senato oggi invece ha parlato una persona che forse non riesce nemmeno a convincere se stesso di quello che sta dicendo, figuriamoci gli altri. Ha parlato di giustizia in maniera astratta, senza ammettere che se qualsiasi guardasigilli di un qualsiasi governo di centrodestra avesse fatto e detto le cose fatte e dette da Bonafede sarebbe stato cacciato con i forconi dalla piazza inferocita. Ha attaccato per finta tanto poi sapevamo tutti che avrebbe detto no alla sfiducia.

D'altronde che alternative aveva? Il voto anticipato? Italia Viva in questo momento non supererebbe qualsiasi soglia di sbarramento. Così meglio restare in sella, finché dura, barattando la fiducia di oggi con una poltrona in più ad un amico o amica per qualche annetto.

L'uomo che voleva cambiare tutto, ed è stato ad un passo dal riuscire a farlo, oggi raccatta quello che può, come un disperato che quindi non suscita più rabbia o rancore. Solo tenerezza e compassione.

Oggi, dopo averne criticato ogni azione, Renzi ha salvato Bonafede dicendo: "ma noi non siamo come voi". Su questo ha ragione. Nella prossima legislatura, tra due anni, i grillini ci saranno ancora. Renzi ed i suoi forse no.

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