La politica italiana all'incontrario va
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La politica italiana all'incontrario va
Politica

La politica italiana all'incontrario va

Il Pd che attacca il Governo di cui fa parte, l'opposizione interna di Renzi, il M5S in piazza anche se domina a Palazzo Chigi. Non sapendo stare al Governo ogni tanto scatta la voglia di opposizione

La politica italiana di questi tempi va al contrario. Succedono cose talmente assurde da far ridere, ma che in realtà dovrebbero farci piangere visto il livello sempre più basso dei protagonisti e delle loro gesta.

L'ultimo esempio di questo mondo-alla-rovescia lo dobbiamo al Partito Democratico, nello specifico all'apparato della Provincia di Roma del Pd che sulla sua pagina fb ha postato la foto che vedete in copertina: un bambino, migrante, dietro ad una rete, come in prigione. E due scritte: «Anche io voglio ballare al Papeete» seguita da una dichiarazione del Ministro dell'Interno Lamorgese: «Cancelleremo i decreti sicurezza, etc etc etc»

Sarebbe tutto corretto se il Pd fosse all'opposizione e stesse combattendo la sua battaglia politica a favore dell'accoglienza e dei porti aperti stando fuori da Palazzo Chigi. E invece il Pd al Governo c'è e conta parecchio e questa storia dei decreti sicurezza da cancellare è dall'estate scorsa che vanno ripetendola come un mantra ma nulla cambia. Quindi, invece che creare post come quello di cui sopra quelli del Pd della Provincia di Roma facessero una chiamata al Nazareno, ai loro stessi colleghi (magari sono pure nello stesso edificio) per ricordare che sui decreti sicurezza avevano preso un impegno (mai mantenuto).

Ma ormai ogni giorno regala episodi simili. Siamo infatti alla vigilia della manifestazione del Movimento 5 Stelle sui vitalizi. Sulla stranezza fate pure copia e incolla con il caso di cui sopra. Solo da noi le forze di Governo manifestano in piazza, contro loro stesse.

Un po' come le sardine, che hanno come obiettivo dichiarato lo stop a Salvini ed alla Lega, che politicamente a livello nazionale non possono decidere nulla dato che sono usciti dall'esecutivo e se ne stanno all'opposizione.

Aggiungete poi che nelle ultime settimane l'agenda e la vita del Governo Conte-Bis è a dir poco in tempesta e non per chissà quale manifestazione o dichiarazione o battaglia di Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega ma per le lotte tra alleati interni (leggasi Italia Viva di Renzi). Questo, esempio dell'ultim'ora, il tweet del Capogruppo alla Camera del M5S, Gubitosa:


In pratica si fanno la guerra da soli. Un perché, in fondo, c'è.

Da sempre si sa: stare all'opposizione è più facile, comodo ed elettoralmente redditizio. La cosa diventa esponenziale poi quando la forza e la solidità dell'esecutivo è pari a zero, come accade oggi. E così, dato che Pd-M5S-Iv e Leu sono al Governo per caso, senza un'idea comune, un progetto, un programma se non quello di non andare al voto, ogni tanto torna quella voglia di opposizione, di attaccare, di gridare al nemico. Anche se è lì, comodo, proprio davanti allo specchio

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