Il dopo Napolitano

Dopo quasi 9 anni dalla prima elezione nel 2006 oggi il Presidente della Repubblica ha lasciato l'incarico. Prima data per la nuova elezione: 29 gennaio

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– Credits: ALBERTO PIZZOLI/AFP/Getty Images

Redazione

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Prima è stata ammainata la bandiera del Presidente della Repubblica. Poi Giorgio Napolitano, alle 10,35 ha firmato la lettera di dimissioni. Dopo circa 8 anni dal 10 maggio 2006, giorno in cui venne eletto per la prima volta (primo ex dirigente del Pci a salire sullo scranno più alto del potere politico italiano) e dopo una seconda elezione il 20 aprile 2013 (primo presidente a essere rieletto), Napolitano ha dunque fatto il suo passo indietro.

La comunicazione ufficiale è arrivata dal Quirinale, con la specifica che il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, ne ha dato ufficiale comunicazione ai Presidenti del Senato della Repubblica, Piero Grasso (che da questo momento riceve la supplenza) e della Camera dei Deputati, Laura Boldrini, e al Presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi.


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Il Presidente ha poi ricevuto gli onori militari prima di lasciare il Quirinale.

 

Ora inizia la procedura di nomina del nuovo Presidente della Repubblica. La prima votazione del Parlamento in seduta comune integrato dai rappresentanti delle Regioni dovrebbe tenersi alle ore 15 del prossimo 29 gennaio. L'ipotesi a cui si starebbe lavorando sarebbe quella di fissare altre due votazioni il venerdì 30 gennaio, con uno stop il sabato e la domenica. La quarta votazione, quella in cui Matteo Renzi ha scommesso per l'elezione del nuovo capo dello Stato, potrebbe tenersi il 2 febbraio. "Ragionevolmente a fine mese potremmo avere il nuovo Presidente del Repubblica”, ha dichiarato Renzi nel corso della presentazione di un libro.

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Subito dopo la firma delle dimissioni, il Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha twittato #GraziePresidente lanciando l'hastag per poi lasciare a una nota ufficiale di Palazzo Chigi il saluto formale: "Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi ha condiviso con i ministri i sensi della riconoscenza del Governo per il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per la sua figura autorevole e alta responsabilità di garanzia delle istituzioni. Il suo profilo di uomo ed europeista convinto. Il lavoro infaticabile per gli italiani e l'Unità del Paese nei nove anni della sua Presidenza, in particolare in occasione dell'anniversario dei 150 anni".


Il passaggio di testimone a Piero Grasso

"Devo lasciare l'Aula perchè il segretario generale del Quirinale mi deve dare comunicazioni" ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso per andare ad accogliere Donato Marra che doveva consegnargli la lettera di dimissioni di Giorgio Napolitano da Presidente della Repubblica. Grasso assumerà temporaneamente il ruolo di Presidente della Repubblica come supplente. L'Aula, che riprenderà i suoi lavori sulla legge elettorale alle 11,40 "mi mancherà. So che qualcuno dirà "lei non ci mancherà" lo metto nel conto ma - ha concluso Grasso - spero di tornare presto".

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