I 5 punti del governo di Enrico Letta

Cinque cose da fare in tempi brevi, in tempi lunghi e gli errori da evitare - il sondaggio - i racconti in Transatlantico - Perché è l'uomo giusto - il ritratto - la fotostoria -

Il presidente del Consiglio incaricato, Enrico Letta, incontra la stampa dopo il colloquio con Napolitano (Credits: Ansa/Maurizio Brambatti)

Carlo Puca

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Fatto il premier, bisognerà fare il governo.
Fatto il governo, bisognerà fare le cose.

Le cinque cose che Enrico Letta e il governo dovranno assolutamente fare in poco tempo (se non vorranno cadere male e subito) sono le seguenti:

- legge elettorale
- abolizione Imu sulla prima casa
- abolizione del finanziamento pubblico ai partiti (in alternativa, riduzione, ma spiegando come e perché)
- abolizione delle Province
- risolvere la questione esodati

Le cinque cose da fare a medio termine sono invece:

- ridurre il costo del lavoro
- ridurre la spesa pubblica
- privatizzare il privatizzabile (facendo le cose per bene)
- abbattere la burocrazia
- riformare lo Stato  

Viceversa, le cinque cose che Letta e il governo dovranno tassativamente evitare sono:

- litigare tra loro
- aumentare la spesa pubblica, assecondando la piazza su progetti economicamente folli (tipo il reddito minimo di cittadinanza, inattuabile per le casse dello Stato)
- ragionare in favore del proprio elettorato
- mostrare cedimenti dinanzi alla criminalità organizzata
- più in generale, difendere lo status quo

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