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(Ansa)
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Politica

L'emergenza energia sta uccidendo l'economia ma l'Europa rinvia le decisioni dopo le vacanze

Tra centrali idroelettriche chiuse per mancanza d'acqua, il gas russo che scarseggia, il petrolio alle stelle servirebbero azioni rapide e concrete. Ma a Bruxelles prendono tempo

Non c'è fretta. Non, almeno, per politici e funzionari europei che si occuperanno del tema energia, divenuto centrale nel dibattito del Vecchio Continente soprattutto dopo i tagli di forniture di gas da parte della Russia, ma non arriveranno ad alcuna decisione operativa prima della fine dell'estate. Una priorità col freno a mano tirato, insomma. Vale anche pere l'ipotesi di porre un price cap sul gas russo, proposta su cui sta lavorando il Governo italiano e che, a parole, ha trovato apertura dalla Germania.

A tratteggiare la tempistica del (non) intervento sono state due fonti europee in vista del Consiglio europeo di fine giugno. Il tema sarà sul tavolo della discussione ma senza arrivare a decisioni operative. Si tratterà, semmai, di utilizzare i lavori di Bruzelles come occasione per "progettare il lavoro per settembre o ottobre". Con buona pace di chi sperava in una risposta rapida per sterilizzare l'arma di ricatto in mano a Vladimir Putin e dare ossigeno ai paesi che stanno sopportando il taglio nelle forniture. L'Italia è in preallarme con il Palazzo Chigi che ha chiesto a Snam di alzare le scorte per far fronte ad eventuali criticità future in una stagione in cui anche la siccità, con il prosciugamento dei bacini destinati all'idroelettrico, preoccupa.

La ragione dello slittamento all'autunno delle misure sull'energia, a partire dal price cap tanto caro a Mario Draghi, è nell'assenza di un consenso ampio a livello Unione Europea sulla fissazione di un tetto al prezzo del gas naturale. Ufficialmente il tema dell’energia, che pure sarà discusso all'interno dei confronti perché legato all'attualità della guerra in Ucraina, non fa parte dei punti in agenda. Nel Consiglio europeo precedente i leader avevano dato incarico alla Commissione di lavorare per trovare una proposta che fosse condivisa. L'accordo ancora non c'è e, dunque, il lavoro deve ancora proseguire.

La verità è che, mentre in Europa aziende e consumatori fanno i conti con l'impennata dei prezzi dell'energia e ora anche con lo scenario del taglio delle forniture, nei palazzi di Bruxelles ci sono visioni profondamente diverse su come attuare un tetto ai prezzi tra i vari Paesi: alcuni capi di Stato e di governo dicono che "sul mercato ci sono già turbolenze" e un tetto al prezzo del gas "potrebbe peggiorare la situazione".

E mentre si discute, il prezzo del gas naturale continua a salire. Sul mercato europeo Ttf Amsterdam è arrivato a 122,7 euro per MWh: nel giugno 2021 (un anno fa) era 19,7. Un livello difficile da reggere a lungo mentre in Italia si riempiono i depositi, già arrivati al 55% della capacità con il ministro Cingolani che studia come mettere una garanzia pubblica sugli acquisti oltre a prepararsi ad incrementare l’acquisto di carbone per ovviare alle possibili mancanze.

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