Le vacanze «privilegiate» di Beppe Grillo

I viaggi regalo Valtur sono una spaccato dell'Italia che vive di favori: c'è anche il nome di Grillo

Beppe Grillo nuota nello Stretto di Messina (Ansa/Francesco Saya)

Di Stefano Caviglia e Antonella Piperno

La spiaggia riservata ai clienti è bianca e silenziosa, affacciata sull’area marina protetta di Capocaccia, vicino ad Alghero. Il villaggio Valtur di Baia di Conte è l’ideale per chi voglia ricaricarsi dopo le fatiche di un anno di lavoro. Ci sono le tre piscine, i corsi di immersione, i massaggi, oltre alle attenzioni discrete degli animatori. A godersi tutto
questo sotto il solleone, dal 5 al 24 luglio 2003, c’era una famiglia allargata con marito, moglie, figli di primo letto di lui e di lei, prole comune, più un’amica. Sette persone che trascorrono 21 giorni di vacanza cavandosela con un conto di appena 7.087,80 euro.

Un fortunato last minute? Neanche per sogno. L’importo sarebbe stato in realtà di 19.525 euro, ma grazie a uno «sconto di rappresentanza» di 7.592 euro legato alla fama del cliente, sommato a quello da catalogo (relativo alla prenotazione anticipata, cui hanno diritto i comuni mortali), la comitiva pagò meno della metà. Perché a capo di quei magnifici sette c’era Beppe Grillo, colui che meno di 10 anni dopo avrebbe terremotato la politica italiana con il suo Movimento 5 stelle. Allora era ancora solo un predicatore (in via di trasformazione da televisivo in teatrale) che si divertiva a bastonare allegramente la casta, i suoi privilegi e i suoi vizi. Compreso quello dello scrocco, sport nazionale molto in voga, allora come oggi, tra ricchi e potenti.

Parlava anche di questo negli spettacoli che in quegli anni portava in giro per l’Italia, strappando risate al pubblico sui cattivi costumi del Paese. Le vacanze gratis, o a prezzi agevolati, però le faceva anche lui. Grillo è il nome che non ci si aspetterebbe di trovare nella lista dei «furbetti della Valtur». Che sono molto più numerosi di quanto raccontato ultimamente dai quotidiani, come risulta dalle pratiche del tour operator esaminate da Panorama alla vigilia dell’udienza, il 26 giugno, al Tribunale di Trapani che si sta occupando degli affari della vecchia proprietà. La filosofia del regalo o dello sconto selvaggio praticata per anni dal cavaliere del lavoro Carmelo Patti, che i magistrati dell’antimafia trapanese sospettano essere stato in affari con Cosa nostra, non ha portato molto di buono all’azienda (in amministrazione straordinaria dal 2011, oggi all’asta e con centinaia di posti di lavoro a rischio), però si è rivelata pioggia benedetta per un esercito di gente che conta.

Non solo politici potenzialmente utili agli affari dell’imprenditore, ma anche comici, imprenditori, calciatori, giornalisti e perfino un ambasciatore. Personaggi noti e meno noti, che a ogni vacanza sapevano di poter contare sulla mano amica. Tutti pronti a tuffarsi nella rilassata mondanità dei villaggi più belli, però senza pagare, oppure pagando tariffe da spiaggia popolare. Nell’elenco, oltre ai nomi dei politici già venuti alla luce (come Angelino Alfano, Renato Schifani, Salvatore Cuffaro, cui si sono aggiunti Osvaldo Napoli e Paolo Romani), spunta un campionario di gaudenti a basso prezzo. Chissà che cosa avrebbero pensato gli italiani senza santi in paradiso, sapendo che alle star dell’ombrellone accanto la stessa vacanza costava un terzo o la metà di quanto pagato da loro.

E in qualche caso era addirittura gratis. Francesco Totti ha scelto Coccoloba (Caraibi), Le Flamboyant (Mauritius), Kihaad (Maldive), oltre a una serie di altre destinazioni più vicine. Nel 2000 con la fidanzata di allora, Maria Mazza, poi con quella che sarebbe diventata sua moglie, Ilary Blasi. Forse le portava tutte in Valtur per fare bella figura con poca spesa. In totale, nove vacanze in 9 anni, con una media del 50 per cento di sconto.Il villaggio di Kihaad, alle Maldive, dev’essere molto congeniale ai calciatori, visto che è stato scelto, con sconti piccoli e grandi, due volte da Marco Materazzi (è stato lì sia a maggio che a luglio del 2006 con tutta la famiglia) e tre da Pippo Inzaghi, che non
ha disdegnato i villaggi della Sicilia (Pollina), della Sardegna (Santo Stefano) e del Marocco (Agadir). Quest’ultimo per due settimane, nel maggio del 2000, senza spendere un centesimo.

Claudio Baglioni è arrivato a nove vacanze, di cui quattro gratis, forse in cambio di una cantatina. Ma Alberto Tomba, a Sharm el-Sheikh completamente gratis nel 2003 e nel 2009, non può certo essersi messo a sciare per allietare le vacanze degli altri clienti. Poi c’è l’ambasciatore (oggi in Oman, prima negli Emirati Arabi) Paolo Dionisi, che dal 2007 al 2011 è stato ospitato sette volte con famiglia in un villaggio Valtur. A quanto risulta dalla documentazione in possesso di Panorama, senza pagare un euro. E non si trattava di pochi soldi: una di quelle vacanze, Mauritius, avrebbe dovuto produrre un conto da 11 mila euro. Poteva mancare da questa ribalta una rappresentanza di giornalisti mondani e ben introdotti? Fra i più assidui del villaggio (e dello sconto), Anna La Rosa, Monica Setta, Marcello Sorgi. E poi la prevedibile sfilza di personaggi della politica locale e nazionale, senza distinzione di schieramento, i cui nomi continuano a uscire man mano che procede l’inchiesta.

La voce «sconto soggiorno» compare due volte nelle pratiche di viaggio dell’ex presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo: una riduzione generosissima la prima volta, visto che per andare a Simeri dal 24 al 31 agosto 2002, con altre sei persone, Lombardo non paga neanche un euro dei 6.622 previsti da listino. Nel 2009, per tre giorni da solo a Pollina (dal 20 al 22 agosto) l’amministratore delegato gli concede uno sconto del 44 per cento. Paga 921 euro anziché 1.646. Qualche risparmio l’ha ottenuto anche Francesco Rutelli quando era sindaco di Roma. Appassionato del Marocco, nell’aprile 1998 e nello stesso mese dell’anno seguente è andato a Marrakech e ad Agadir. La prima volta solo con la moglie Barbara Palombelli, senza spendere un euro dei 916 previsti per quattro giorni. La seconda anche con i due figli, spendendo 2.453 euro, con uno sconto del 54 per cento.

Ha generosamente pensato alla consorte l’ex ministro Giulio Tremonti: lui non si fa mai vedere, ma dal 2004 al 2008 prenota per la moglie Fausta Beltrametti una vacanza
nel villaggio di Pollina e tre in quello di Baia di Conte, ogni volta per due settimane. Con uno sconto sempre pari al 100 per cento. Come Matteo Colaninno, che non era ancora un politico del Pd, ma già un bel nome dell’imprenditoria: dal 27 al 31 agosto 2002, con la moglie e un’altra coppia, è andato nel villaggio di Pollina. E dei 2.240 euro del prezzo di listino non ne ha speso uno. Uno sconto del 12 per cento ha avuto anche Piero Marrazzo, che aveva scelto il villaggio di Le Flamboyant alle Mauritius per festeggiare la vittoria alla Regione Lazio.

Il posto d’onore nella classifica della vacanza agevolata spetta comunque all’ex parlamentare del Pdl, nonché presidente della Fondazione Belisario, Lella Golfo. Dal 2000 al 2011 ha trascorso il Capodanno quasi sempre ai tropici, tra Maldive, Mauritius e Cuba: 12 soggiorni, di cui nove gratis stando ai documenti conservati alla Valtur. Risparmio: 37 mila euro. Per chi è abituato a pagare i conti fino all’ultimo centesimo sarà una magra consolazione, ma almeno questi aficionados del lusso low cost non hanno mai fatto la morale a nessuno. Il fustigatore Grillo, invece, iniziava proprio allora la sua invettiva contro i privilegi della casta, che l’avrebbe portato a invocare (un anno fa) un processo con «dichiarazione delle regalie» ai politici e relativa punizione a base di «sputi virtuali». E oggi sale ancora sul piedistallo con il rito del «Restitution day», la riconsegna
della parte di diaria non spesa dai virtuosi grillini.

La vicenda Valtur sarebbe stata il bersaglio ideale per il suo inflessibile blog o per un’accusa pubblica come quella che ha investito in pieno la senatrice appena dimissionaria Paola De Pin, messa in croce per avere speso 2 mila euro in più di diaria rispetto ai colleghi. Sui politici in vacanza alla Valtur, invece, neanche mezza riga. Forse perché Grillo ha un po’ di coda di paglia? È un fatto che i regali della Valtur sono andati anche a lui e per un periodo non breve: dal 2003, quando era ancora solo un comicotribuno,
al 2007, anno del primo Vaffa day, propedeutico alle elezioni amministrative, quando scese in campo con il suo Movimento amici di Beppe Grillo. L’avvicinamento al gruppo di Patti in realtà era cominciato nel 2002, quando Grillo e tribù andarono in vacanza a Sestriere con un cambio merci (oltre 12 mila euro di valore), citato come giustificativo nella pratica.

In quell’occasione, cioè, Grillo avrebbe fatto uno spettacolo e, in cambio, avrebbe avuto il soggiorno gratis per sé e per la comitiva. In totale Beppe, la sua famiglia e gli amici aggregati al gruppone si sono concessi quattro vacanze targate Valtur a prezzi scontati, fra la Sardegna e le montagne del Piemonte: il 15 febbraio del 2004 Beppe e consorte mettono sci e scarponi in macchina a costo zero: si assicurano infatti, con la formula «free», ovvero senza sborsare un euro, tutto il soggiorno al Sestriere, mentre i figli e la loro accompagnatrice Monica B. si aggiudicano un prezzo da saldo. Il totale della vacanza per i cinque dovrebbe essere di circa 10 mila euro, ma Beppe ne tira fuori solo 2.675. Nell’arco di quattro anni il leader del M5s ha risparmiato circa 17 mila euro, anche se non è da escludere che parte dello sconto sia dovuto a piccoli interventi del comico nell’animazione delle serate (in due vacanze c’era anche Maurizio Crozza con la famiglia, che risulta beneficiario di sconti dal 30 al 65 per cento per quattro presenze).

Panorama l’ha chiesto allo stesso Grillo, che non ha fornito risposte. Di certo in quel periodo non aveva particolare bisogno di risparmiare. Lo dicono le sue dichiarazioni dei redditi: 2 milioni e passa nel 2003 e nel 2004 che diventano oltre 4 milioni nel 2005. L’ultima vacanza è del 2007: in quell’anno, forse perché occupato nella preparazione del Vaffa day, Grillo mandò la famiglia in settimana bianca senza di lui. Ma in questo caso lo sconto praticato alla moglie e ai figli era decisamente diminuito: soltanto il 19 per cento, 840 euro in meno, che era andato a sommarsi a quello da catalogo, 609. Totale pagato per quattro persone: 2.994 euro anziché 4.444. Sconto più basso di quelli degli anni precedenti, ma comunque meglio di niente. O no?

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