Battaglia in Campidoglio sugli sponsor per Roma

Il Consiglio scrive un nuovo regolamento per l'intervento dei privati in opere di interesse pubblico. La Sovrintendenza prima dice no. Poi ci ripensa

COLOSSEO

Le arcate restaurate del Colosseo – Credits: ANSA/MARTINO IANNONE

Stefano Caviglia

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Si è consumato sul tema cruciale delle sponsorizzazioni il primo braccio di ferro fra il consiglio comunale di Roma eletto con il sindaco Ignazio Marino e la Sovrintendenza ai beni culturali. Il confronto sembra essersi risolto, almeno per ora, con una vittoria ai punti della politica contro la burocrazia, visto che il sovrintendente Claudio Parisi Presicce ha appena accettato di dare il suo via libera alla proposta di nuovo Regolamento comunale per la disciplina dei finanziamenti privati alle opere pubbliche, con una sostanziale marcia indietro rispetto al parere negativo formulato appena tre mesi fa.

Ad aprire la partita è stato un gruppetto di consiglieri comunali trasversale rispetto agli schieramenti politici capeggiato dal coordinatore della maggioranza Fabrizio Panecaldo, del Pd, ma comprendente anche l’ex sindaco Gianni Alemanno, con la proposta di un nuovo regolamento che rende più semplice e accessibile il ricorso alle sponsorizzazioni. In sostanza ogni singolo municipio dovrebbe avere a disposizione regole certe per uno scambio virtuoso con i privati: da un lato la messa a disposizione di spazi pubblicitari, dall’altro il finanziamento di restauri, manifestazioni culturali, interventi urbanistici e così via.

Perché la proposta venga discussa nelle varie sedi c’è bisogno di una serie di pareri favorevoli, fra cui naturalmente quello della Sovrintendenza ai Beni culturali, dove ad aprile scorso è arrivato l’ex direttore dei Musei capitolini, Parisi Presicce. Ebbene, uno dei suoi primi atti politicamente rilevanti è stato proprio la bocciatura della delibera sul nuovo Regolamento. "Si esprime parere negativo alla proposta di deliberazione in oggetto", ha risposto in perfetto stile burocratico, senza neppure darsi la pena di una motivazione.

Che cosa gli ha fatto cambiare ora opinione? Forse la mail di fuoco che ha ricevuto nel frattempo dal capogruppo della maggioranza in Campidoglio, Panecaldo, in cui si legge, tra l’altro: "Stento a credere che lei voglia mettersi davvero di traverso e bloccare un’iniziativa consiliare che, nell’attuale contesto di crisi economica e sociale può diventare uno stimolo benefico alla ripresa". A seguire, diverse dure contestazioni, fra cui quella di aver pronunciato "un no secco, sprovvisto perfino delle motivazioni che secondo le normative vigenti devono accompagnare il diniego". Passa qualche giorno e, il 25 settembre, arriva la correzione di tiro della Sovrintendenza: il precedente parere negativo diventa positivo, a patto che nel regolamento in questione sia presente un esplicito riconoscimento della competenza in materia della Sovrintendenza dei beni culturali. Con questa semplice aggiunta la delibera può cominciare ora il suo corso e forse arrivare in porto entro la fine dell’anno. Contribuendo, si spera, a finanziare manifestazioni culturali e opere urbanistiche che rendano la città più gradevole per i turisti e per tutti i romani.

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