Politica

Banche, Boschi, conflitti di interesse: il governo Renzi sotto accusa

Clima politico infuocato con al centro il caso del padre del ministro per le Riforme, tornato sotto i riflettori dopo l'inchiesta di Panorama

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Redazione

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Non si ferma la polemica politica che intreccia la difficile situazione della governance delle banche italiane con la vicenda personale di Pierluigi Boschi, padre del ministro per le Riforme Maria Elena ed ex vice presidente di Banca Etruria.

La questione Boschi (padre) è ritornata a galla dopo che la storia di copertina di Panorama, in edicola questa settimana, ha raccontato delle indagini su di lui, avviate dal procuratore di Arezzo Roberto Rossi, titolare delle inchieste su Banca Etruria, per turbativa d'asta e estorsione. Le inchieste sono andate avanti dal 2007 sino al 2014 e sarebbero state legate alla compravendita di una grande tenuta agricola dell'Università di Firenze.
Sono procedimenti conclusi con due richieste di archiviazione ma di cui il pm non aveva fatto cenno nelle sue audizioni davanti ai consiglieri del Csm, ai quali aveva invece assicurato di non conoscere "nessuno della famiglia Boschi".
Così ieri il comportamento del pm è finito al vaglio del Procuratore generale della Cassazione Pasquale Ciccolo, titolare dell'azione disciplinare nei confronti dei magistrati. E la Prima Commissione del Csm ha riaperto l'istruttoria sul suo conto.

Sull'intreccio pericoloso sono tornati oggi alcuni esponenti dell'opposizione.

Di Maio, M5s
"Dobbiamo accendere un faro sulla governance delle banche italiane: non possono pensare di cavarsela sempre loro, come il padre della Boschi, e poi dall'altra parte famiglie hanno bisogno dei soldi dei Movimento 5 stelle per riavere la casa pignorata ingiustamente" Lo ha detto Luigi Di Maio, del M5s, a margine della riconsegna a Vittoria dell'abitazione, ricomprata con soldi dei 5stelle della Regione Siciliana, alla famiglia di Giovanni Guarascio.

"Noi da qui - ha aggiunto - lanciamo una sfida al governo Renzi: renda impignorabile la prima casa, per una volta stia dalla parte dei cittadini e non delle banche".


Panorama 4

La copertina di Panorama in edicola il 21 Gennaio

Giammanco, Forza Italia
"Il governo Renzi ha avuto anche il semestre di presidenza Ue a disposizione, doveva svegliarsi prima, prendere in mano i dossier economici e dedicarsi pancia a terra alla crisi di queste 4 banche". Così Gabriella Giammanco, parlamentare di Forza Italia, ospite a Coffee Break su La7. "Il panico che si è diffuso tra i risparmiatori è dovuto anche al comportamento dell'esecutivo - prosegue - che non è stato tempestivo nell'offrire una soluzione al problema. Lo scandalo di Banca Etruria e il modo in cui il Governo ha risposto ai risparmiatori truffati ha sicuramente condizionato l'andamento delle borse.

Si poteva, ad esempio, proporre e sollecitare un consorzio interbancario composto esclusivamente da privati, si apriva un tavolo di crisi e si cercava di salvare anche azionisti e obbligazionisti. Invece abbiamo trascorso mesi e mesi a discutere di unioni civili, di legge elettorale o del Senato quando già si sapeva che le 4 banche salvate per decreto, in tutta fretta, erano sull'orlo del tracollo".

"Anche Renzi adesso ammette che la bad bank doveva essere fatta prima dell'entrata in vigore del bail-in. Per non parlare degli scandali che ogni giorno saltano fuori, da ultimo quello denunciato da un noto settimanale sul fatto che la famiglia Boschi avesse avuto contatti già da tempo con il procuratore che, guarda caso, sta indagando su Etruria. Ci sorprendiamo che la gente non abbia fiducia nelle banche e in questo esecutivo? Abbiamo chiesto una commissione d'inchiesta - conclude - ma ancora non se ne vede l'ombra".

Maurizio Gasparri, Forza Italia
"È evidente che sia cambiata la maggioranza di governo. Lo confermano tuta una serie di circostanze. La spartizione di poltrone nelle commissioni del Senato, dove frattaglie e frattagline sono state distribuite ai gruppetti di transfughi che si sono messi al servizio di Renzi, benche' eletti con il programma di Berlusconi e sotto l'egida di Berlusconi". Lo dice il senatore di Forza Italia Maurizio Gasparri.

"Lo conferma il fatto - aggiunge - che anche la riforma della Costituzione ha visto solo 158 voti della presunta maggioranza di governo a favore, quindi al disotto del quorum minimo di 161 voti, con il soccorso di verdianiani, ex leghisti tosiani e transfughi vari di centrodestra, senza i quali Renzi avrebbe incassato una sconfitta. Come per altro gli e' successo alla Camera nelle ultime ore, a scrutinio segreto, in un luogo dove pure vanta numeri strabilianti. La realta' e' che la sinistra e' passata dai fasti di Luigi Longo, antico capo del Partito Comunista, alla vicepresidenza di commissione per la verdiniana Eva Longo. Un 'longo' cammino nel nulla. Ben arriva quindi il dibattito sulla sfiducia al governo Renzi di mercoledì al Senato. Dove metteremo in luce i conflitti di interesse. I rapporti oscuri del padre della Boschi con ambienti indicibili. Le manovre massoniche e sub-massoniche in corso attorno alle banche. La oscura manovra che proietterebbe Carrai versoi servizi segreti, nomina contro la quale faremo di tutto e di più, perché la privatizzazione dei servizi segreti è intollerabile

Paralizzeremo il Copasir, andremo al Quirinale, denunceremo anche in sede penale conflitti di interesse e manovre tese ad appropriarsi dei segreti di Stato da parte di ex rottamatori divenuti una banda che sta depredando le istituzioni. Il renzismo mostra il suo volto peggiore. Quello dell'incapacità e del'arroganza. Dall'Etruria ai servizi, la nostra azione di denuncia sarà chiara, precisa e implacabile". (ANSA)

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