Ballottaggi per le comunali: ecco tutte le strane alleanze

Fare uno sgambetto a Renzi o bloccare l'ascesa del M5S: cosa muove gli accordi degli ultimi giorni tra i partiti

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La scheda elettorale per le amministrative di Roma nel seggio elettorale di via G.Bitossi a Roma 26 maggio 2013. – Credits: ANSA/GIUSEPPE LAMI

Maria Franco

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Pur di vincere i ballottaggi in programma domenica prossima, nelle grandi città chiamate al voto i partiti sembrano davvero disposti a tutto. Stanno infatti definendosi inedite alleanze tra forze molto distanti tra loro per storia, posizioni politiche, riferimenti valoriali.

Matrimoni d'interesse che sfidano qualsiasi sentimento d'appartenenza e che, nella maggior parte dei casi, vengono siglati più con l'obbiettivo di fare un dispetto al principale avversario in chiave nazionale che per ottenere una qualche contropartita in termini di poltrone nelle future amministrazioni locali. Fare uno sgambetto a Renzi o bloccare l'ascesa dei Movimento 5 Stelle rappresentano infatti le motivazioni più forti a votare domenica in un modo o nell'altro.

Le alleanze a Roma

A Roma, per esempio, sia Virginia Raggi che Roberto Giachetti hanno escluso formalmente ogni ipotesi di apparentamento. L'apparentamento è un'opzione introdotta con la legge del '93 sull'elezione diretta del sindaco e, di fatto, rappresenta una sorta di contratto tra i candidati al ballottaggio e altre ipotetiche liste che non li avevano sostenuti al primo turno.

In cambio dei voti portati in dote, il vincitore garantisce, in proporzione, un certo numero di posti nella futura squadra di governo della città. Ebbene, nonostante la rinuncia ad apparentarsi, sia Raggi che Giachetti potranno contare sull'appoggio di due fronti molto trasversali di sostenitori.

Con Raggi

Hanno già espresso la loro fiducia alla candidata grillina, soprattutto in funzione anti Pd, dalla Lega di Matteo Salvini all'ex sindaco Ignazio Marino, dai militanti di Casapound (“Sarei più sconfortato da una vittoria di Giachetti”, ha dichiarato il leader e già candidato sindaco a sua volta Simone Di Stefano) a un pezzo di Sinistra Italiana fino a Gianni Alemanno, “tentato” di votare Raggi “per dare un colpo al Pd”. Attori schierati storicamente a sinistra come Sabrina Ferilli o Carlo Verdone che, nonostante abbia rifiutato un posto in giunta, non dovrebbe avere dubbi sul nome su cui mettere domenica la croce.

Con Giachetti

Con Giachetti sono invece schierati Ncd, buona parte di Sel ma anche qualcosa di Si (“Non sono equidistante tra Raggi e Giachetti e voterò quest'ultimo” la posizione di Claudio Fava), molti degli elettori di Marchini (ma ancora non è chiaro se anche Marchini stesso) e di Forza Italia, altrettanti di Fratelli d'Italia soprattutto alla luce del fatto che Giorgia Meloni non ha ancora dichiarato, al pari dell'alleato Salvini, il suo endorsement per Raggi.

Voteranno per il vicepresidente della Camera, ma solo “a titolo personale”, l'ex candidato sindaco Guido Bertolaso e Rita Dalla Chiesa, entrata nei mesi scorsi nella rosa dei possibili candidati berlusconiani su suggerimento di Giorgia Meloni, schierata con il candidato dem “senza alcun pregiudizio”.

Milano

Curiose anche le geometrie milanesi. Qui i grillini non si sono pubblicamente schierati né con Beppe Sala né con Stefano Parisi ma un peso da 90 come il premio Nobel Dario Fo, apertamente vicino al Movimento ma storicamente molto lontano da Silvio Berlusconi, voterà per il suo candidato e quindi per il centrodestra. Sala sta cercando l'appoggio dei Radicali ma sarà soprattutto sul voto della sinistra rappresentata dall'ex sindaco Giuliano Pisapia che dovrà contare per riuscire a battere lo sfidante che, secondo gli ultimi sondaggi, lo avrebbe già superato e sarebbe oggi in vantaggio.

Torino, Napoli e Bologna

A Torino la Lega non ha dubbi su chi merita di diventare sindaco e si piazza al fianco di Chiara Appendino, la sfidante pentastellata del sindaco Pd uscente Piero Fassino. Favore ricambiato dai grillini a Bologna dove al ballottaggio con Virginio Merola, che avrà dalla sua parte i Verdi, sosteranno la leghista Lucia Borgonzoni. Per tornare al capoluogo piemontese, il dem Fassino potrà però contare sull'appoggio azzurro ufficializzato dall'ex candidato sindaco Osvaldo Napoli.

Effervescente anche la situazione sotto il Vesuvio. A Napoli, dove a giocarsi la partita sono Luigi De Magistris e Gianni Lettieri per il centrodestra, il Pd – in questo caso nel ruolo di ago della bilancia – non ha dato alcuna indicazione. Ma pare che la sinistra dem, per fare un dispetto proprio a Matteo Renzi, sia pronta a sostenere l'ex magistrato: “al ballottaggio sosterrò il sindaco uscente”. Parola di Gianluca Daniele, consigliere regionale vicino a Roberto Speranza. Con De Magistris anche lo scrittore di gialli, molto stimato da Massimo D'Alema, Maurizio De Giovanni.

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