Art. 18, la base Pd è con Renzi

Viaggio in due circoli del Pd sulla polemica sull'art. 18. La risposta? Tutelare i giovani e la dignità del lavoro. Il resto è ideologia

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''No alla liberta' di licenziare, l'articolo 18 non si tocca '' si legge sullo striscione esposto durante la manifestazione indetta dalla Cgil per protestare contro la manovra del governo 2011 – Credits: ANSA / LUCA ZENNARO

Sara Dellabella

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“Il tema del lavoro non può essere l'art. 18 così Giuseppe 75 anni del Laurentino, quartiere della periferia sud di Roma, sintetizza tutta la discussione sulla riforma del lavoro che domina il dibattito di questi giorni. Lui ha due figli che potrebbero essere lo specchio di come si divide il mondo del lavoro: un dipendente pubblico super garantito e una partita iva. “C'è troppo divario tra due persone che lavorano e portano a casa lo stesso stipendio. Perché non si riforma il mondo delle partite iva prevedendo anche gli obblighi previdenziali per i committenti? L'Art. 18 è solo una scusa per non parlare dei contenuti e dei problemi veri”.

Nei circoli Pd la discussione è tutta così, tra chi pensa che discutere dell'art. 18 sia solo un modo per distogliere l'attenzione e uno sguardo preoccupato verso quella generazione che va dai 25 ai 40 anni che oggi fatica a trovare un lavoro a tempo indeterminato. Ed il tema del lavoro e dei lavoratori è uno dei più sentiti da il popolo del centrosinistra che per l'art. 18 ha affollato Circo Massimo qualche anno fa, portando a Roma circa 3 milioni di persone.

Però i tempi sono cambiati e chi degli iscritti ha figli o nipoti che si stanno affacciando al mondo del lavoro oggi sono pronti a rinunciare a quella che negli anni '70 poteva sembrare una conquista.

Concetto è un dipendente pubblico del Circolo Pd di Pietralata, periferia est di Roma e pensa che sia del tutto “fuori luogo” parlare dell'art. 18. Che il nodo della questione non sia lì. “Dovremmo parlare di quello che c'è dentro il job act invece di rimanere ancorati ad un singolo punto. E poi è cambiando le norme sul lavoro che si crea lavoro?” si domanda lui che ha due figlie e come tutti i padri si chiede se non sia l'ora per i garantiti di fare qualche rinuncia per le nuove generazioni. “A Pietralata abbiamo un direttivo sul tema il 30 settembre però devo dire che chi invoca il referendum degli iscritti sbaglia. Non si può chiedere di bloccare tutto il pacchetto”. Sulla stessa linea anche Luca che considera “ideologica” la discussione incentrata sull'art. 18, ma “questa norma risponde ad un principio di giustizia che comunque va salvaguardato. Semmai dovremmo cercare in maniera urgente di superare la frammentazione al mercato del lavoro, facendo rientrare anche chi oggi è precario a vita all'interno di tutele comuni a tutti”.

Valchiria è la segretaria del circolo Pd Ardeatina Montagnola, due figli ventenni e anche lei concorda che la questione del lavoro sia un'altra. “Oggi i ragazzi non chiedono la garanzia dell'art. 18, ma di poter avere un lavoro per non dover andare via dall'Italia. Per i giovani non ha senso parlare di articolo 18 quando faticano a trovare un lavoro. E' con la modifica di un solo articolo che ripartirà la ripresa de mondo del lavoro? Sinceramente non credo e come me tanti hanno dei dubbi. Si è perso il senso della discussione del lavoro che è quella di ridare dignità alle persone e alle loro famiglie”.

Ma la discussione tra le correnti del Pd serve secondo lei a pesare il peso politico di ciascuna? “Il PD è composto da minoranze e maggioranze, ma sono indispensabili entrambe. Da sole non potrebbero governare e il Segretario Renzi dovrebbe considerare che l'elettorato del Pd è costituito soprattutto da lavoratori dipendenti e su questo tema mette in gioco molto del suo consenso”.




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