Ecco il nuovo finanziamento pubblico ai partiti

Dal 2014 solamente contributi volontari e detrazioni per i donatori. Le modalità e gli sgravi fiscali approvati oggi dal Consiglio dei Ministri 

Aboliti i finanziamenti pubblici ai partiti. Ecco che cosa accadrà.

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Nadia Francalacci

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Il finanziamento pubblico ai partiti è stato abolito. Al suo posto arriveranno i contributi volontari. Ma soltanto per quei partiti che saranno provvisti di regolare statuto. Inoltre, a partire dal 2014, saranno previste detrazioni fiscali per i donatori. Questo è quanto prevede dall’articolo 1 del disegno di legge approvato oggi dal Consiglio dei Ministri.  

Il ddl presentato dal Governo Letta è costituito da 15 articoli e la contribuzione volontaria ai partiti entrerà in vigore solo l’anno prossimo.

Passaggio graduale. L'abrogazione dell'attuale sistema avverrà per gradi. Il contributo pubblico sarà ridotto al 60% il primo anno, al 50% il secondo anno e al 40% al terzo anno, per poi essere abolito del tutto.
 
Le detrazioni per i donatori. A regime gli unici canali di finanziamento dei partiti saranno le erogazioni volontarie con detrazioni del 52% per gli importi fra i 50 e i 5.000 euro e del 26% per tutti gli altri fino a un massimo di 20mila euro e la destinazione volontaria del 2 per mille.

Concessione gratuita. Ai partiti sarà conferita una concessione gratuita di spazi televisivi e servizi.

Il contributo volontario. Nel disegno di legge viene specificato che il 2 per mille Ire potrà essere destinato solo ai partiti e movimenti politici iscritti in un apposito Registro e che abbiano scelto di usufruire della ripartizione annuale delle risorse.

I requisiti per ricevere il contributo. Sarà obbligatoria per ciascun partito o movimento la presentazione di uno Statuto.

Le modalità di contribuzione. Si potrà scegliere di destinare il 2 per mille a un partito o movimento al momento della dichiarazione dei redditi, compilando una apposita scheda “recante l’elenco dei soggetti aventi diritto”.

Se non viene espresso. Nel caso di scelte non espresse la quota di risorse disponibili  sarà destinata ai partiti o all’erario

I tempi. Per ragioni tecniche comparirà solo nella dichiarazione dei redditi 2014, ovvero quella che gli italiani presenteranno nel 2015. Dunque ai partiti prima del 2016 non arriveranno soldi. Fino a quella data rimarranno i rimborsi attuali, anche se tagliati progressivamente di anno in anno come previsto dal disegno di legge appena approvato.

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