Il piano di pace di Papa Francesco per la Siria
Il piano di pace di Papa Francesco per la Siria
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Il piano di pace di Papa Francesco per la Siria

Nessuna telefonata del Pontefice ad Assad, ma una lettera ai potenti del mondo ed un piano in tre punti

Non solo digiuno e preghiera. Papa Francesco ha scritto al presidente russo Vladimir Putin in occasione del G20 a san Pietroburgo invitando i capi di Stato e di Governo che partecipano a tale incontro a “riflettere sulla situazione in Medio Oriente e in particolare in Siria”.

In particolare il pontefice rivolge ai leader del G20 “un sentito appello perché aiutino a trovare vie per superare le diverse contrapposizioni e abbandonino ogni vana pretesa di soluzione militare. Ci sia piuttosto un nuovo impegno a perseguire con coraggio e determinazione, una soluzione pacifica attraverso l dialogo e il negoziato tra le parti interessate con il sostegno concorde della comunità internazionale”.

Il portavoce della Santa Sede, padre Federico Lombardi ha invece smentito contatti diretti di Papa Francesco con il presidente siriano Bashar el Assad. Ma il segretario per i rapporti con gli Stati, monsignor Dominique Mamberti, questa mattina ha incontrato gli ambasciatori accreditati presso la Santa sede (erano 71 i diplomatici presenti) ed ha illustrato il piano della Santa sede per il futuro della Siria.

Tre i punti principali di tale piano presentato da Mamberti e descritto in un documento consegnato agli ambasciatori: “E’ innanzitutto indispensabile adoperarsi per il ripristino del dialogo tra le parti e per la riconciliazione del popolo siriano. Occorre poi preservare l’unità del Paese, evitando la costituzione di zone diverse per le varie componenti della società.  Infine occorre garantire, accanto all’unità del Paese anche la sua integrità territoriale. Sarà importante chiedere a tutti i gruppi di offrire garanzie che nella Siria di domani ci sarà posto per tutti, anche e in particolare per le minoranze, inclusi i cristiani”.

La Santa sede alla luce di questi ultimi interventi non prende le distanze da Assad, che in passato ha ampiamente garantito la presenza e l’azione dei cristiani in Siria, ma chiede il rispetto del diritto umanitario e rinvia il confronto ad un possibile negoziato di pace.

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