La Grecia e la “pace cartaginese”. Perché nulla sarà come prima

Oltre il nuovo prestito la vera novità è la formazione di un asse franco-italiano. L'unico che può contrastare il potere tedesco

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La bandiera della Ue danneggiata e sullo sfondo il Parlamento di Atene – Credits: LOUISA GOULIAMAKI/AFP/Getty Images

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L’intesa tra la Grecia e i creditori uscita dall’Eurosummit del 12 luglio prevede una serie di impegni che il governo greco deve ottemperare in un breve intervallo di tempo. Nonostante alcune chiare indicazioni, la declinazione delle riforme non è menzionata e c’è da ritenere che sarà questo l’aspetto su cui il premier greco Alexis Tsipras cercherà di esercitare il potere residuo lasciatogli dalla pace cartaginese (colpo di Stato come sostengono alcuni) imposta dal duo Merkel-Schauble.

 Ricordiamo che il discorso del primo ministro di Atene al Parlamento europeo verteva sul potere di decidere come realizzare gli obiettivi di bilancio (tagliare le pensioni e i salari, ridurre ancora la spesa pubblica o aumentare le tasse) e la questione è a oggi ancora sul tappeto.

 La novità vera è rappresentata dall’istituzione di un fondo fiduciario greco – gestito dai greci e non dal ministero delle Finanze tedesco come voleva Schauble – che dovrebbe valere 50 miliardi in cui conferire beni da alienare per ripagare (con 25 miliardi) parte del nuovo prestito da 82-86 miliardi e i restanti 25 miliardi da suddividere tra riduzione del debito e investimenti. Inoltre, pur non parlando di haircut, l’Eurosummit riconosce l’insostenibilità del debito e prevede un allungamento delle scadenze e un prolungamento del periodo di tassi d’interesse agevolati.

 

German Chancellor Merkel listens to questions during a news conference at the end of a euro zone leaders summit in Brussels

L’ANALISI: LA GRECIA E IL QUARTO REICH TEDESCO

 

Ora la bozza di intenti deve essere approvata dal parlamento greco e quindi si tratterà di vedere come Tsipras e il suo governo declineranno le misure concordate. Per il momento si osserva che l’iniziativa del governo greco ha scompaginato l’asse franco-tedesco, fatto emergere in modo inequivocabile qual è l’idea di “Unione” che i tedeschi e i loro storici vassalli vogliono realizzare a cominciare dall’annientamento della Grecia e reso manifesto che il parlamento dell’UE, unico organo eletto dai cittadini europei, è di fatto esautorato da organismi tecnici eletti dai governi nazionali.

 

La nota positiva è che si è finalmente formato un asse franco-italiano, la più importante novità di questa lunga e ben lungi dall’essersi conclusa saga, a cui tutti coloro che pensano a un’Europa equa e solidale affidano le loro speranze. Il confronto, o gioco se si preferisce, è appena cominciato e siamo confidenti che il futuro ci riserverà inattese sorprese.

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