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"Nessuno tocchi Caino" a congresso in carcere

Il 18 e il 19 dicembre a Opera (Milano), l'associazione radicale rilancerà la sua attività contro pena di morte ed ergastolo

Si svolgerà nella casa di reclusione di Opera (Milano) il sesto congresso nazionale di Nessuno tocchi Caino, l'associazione della galassia radicale che si batte contro la pena di morte nel mondo e contro ogni forma di tortura. Il congresso, che si terrà il 18 e 19 dicembre si intitolerà “Spes contra spem”, come la Lettera di San Paolo ai Romani (4, 18) che parla dell’incrollabile fede di Abramo che “ebbe fede sperando contro ogni speranza”. 

Il congresso si aprirà con le relazioni del segretario dell'organizzazione, Sergio D’Elia e della tesoriera Elisabetta Zamparutti. Seguiranno gli interventi introduttivi di Santi Consolo, capo del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria; di Giovanni Maria Flick, presidente emerito della Corte costituzionale; di Rita Bernardini, Emma Bonino e Marco Pannella. Oltre agli iscritti all’associazione, a rappresentanti istituzionali ed esperti del mondo giuridico e scientifico, saranno presenti anche i detenuti del carcere di Opera, che ospita molti ergastolani.

Nessuno tocchi Caino è impegnata in Italia anche nell’abolizione della "morte per pena", ed esprime una forte critica verso le vergognose condizioni in cui versano le carceri. Uno dei suoi obiettivi è anche l'abolizione della "pena fino alla morte", vale a dire l’ergastolo ostativo.

Per questo Nessuno tocchi Caino propone due grandi obiettivi: rilanciare la campagna per la moratoria universale delle esecuzioni capitali in vista del prossimo voto dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite sulla Risoluzione pro moratoria, previsto nel 2016; rilanciare la campagna per il superamento dell’ergastolo ostativo e il regime carcerario duro del 41bis, attraverso ricorsi in sede giurisdizionale, nazionale ed europea.

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