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Iran, la scoperta di un piano terroristico alza la tensione con l'Arabia Saudita

Estremisti sunniti avrebbero organizzato attacchi con bombe a Teheran e in altre province. I legami con l'estremismo wahabita sostenuto da Riad

I servizi di sicurezza iraniani hanno sventato un piano terroristico per colpire Teheran e in altre province della Repubblica islamica.

Lo hanno scritto lunedì mattina alcune agenzie di stampa vicine al governo, riferendo di una comunicazione ufficiale del Ministero dello spionaggio e dell'intelligence.

Nell'operazione sono stati arrestati numerosi sospettati di appartenere a un gruppo che pianificava incursioni in vari luoghi della capitale e nel resto del paese.

Gli attacchi dovevano svolgersi durante il mese del Ramadan.

In particolare in occasione delle celebrazioni dell'anniversario della morte della moglie del profeta Maometto, Khadija che ricorreva lo scorso giovedì, 16 giugno. Secondo altri organi di informazione, invece, il giorno previsto era lunedì 27 giugno, in occasione delle celebrazioni per il martirio dell'Imam Ali.

Secondo l'Ansa, le autorità iraniane - pur non avendo fornito molti dettagli - hanno parlato di "un progetto satanico" di attacchi suicidi paralleli, e attacchi con armi da fuoco, sul modello di quanto avvenuto a Parigi lo scorso novembre.

Nel comunicato, i componenti del gruppo di presunti terroristi vengono semplicemente chiamati “takfiri,” un termine che propriamente si riferisce a musulmani che accusano altri musulmani di apostasia, ma che sovente viene usato per indicare estremisti sunniti inclini a usare la violenza. Sempre più spesso viene anche associato ai jihadisti dell'Isis o di al Qaeda.

C'è però un dettaglio particolarmente importante che chiama in causa il confronto fra l'Iran e l'Arabia Saudita (e fra gli Sciiti e i Sunniti) che sta contribuendo all'incendio del medio oriente.

L'agenzia di stampa statale iraniana Irna, usa l'espressione takfiri wahabiti. "Wahabita" collega il complotto all'estremismo sunnita, nella versione ultraconservatrice di casa in Arabia Saudita che, tra l'altro, influenza direttamente l'ideologia dell'Isis.

L'Iran è impegnato nel sostegno diretto di Assad in Siria e combatte una guerra per interposta persona nello Yemen a sostegno dei ribelli sciiti Houthi contro i governativi Sunniti, sostenuti anche militarmente dall'Arabia Saudita.

La tensione fra Teheran e Riad ha raggiunto un picco notevole lo scorso gennaio, dopo che l'Arabia Saudita ha eseguito la condanna a morte dello sheikh Nimr al-Nimr: un leader religioso non violento della minoranza sciita, accusato di sedizione per aver "istigato" nel 2009 la protesta degli sciiti delle province orientali del regno.

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